Reggio Emilia, 9 ottobre 2017 – Lo avvicina davanti a casa con la scusa di chiedergli se fosse al corrente di qualche occasione di lavoro utile a lei, disoccupata. L’uomo, 71 anni, Roberto Cepelli, risponde di essere un pensionato e di non saperne nulla: è in difficoltà e cammina con l’aiuto di un tutore in bamboo.

Ma quando lui varca il piccolo cancello, la donna non desiste. Si infila nel vialetto che conduce alla porta del condominio e si rivela in un attimo per quella che realmente è: non una donna bisognosa, ma una rapinatrice, aiutata da una complice.

Davanti a quel condominio, in viale Timavo 63, sfrecciano le auto sulla circonvallazione, mentre la donna, una giovane, va dritta allo scopo, senza pietà per quell’uomo in difficoltà: «Mi ha sollevato la manica della camicia – racconta l’uomo, ex agente di commercio – e ha cercato di sfilarmi l’orologio, che portava la marca Rolex ma è un falso». È questa l’unica consolazione che può darsi sull’episodio avvenuto ieri, in una giornata di sole, a mezzogiorno, quando lui era appena tornato da una passeggiata in centro storico: «Mi ricordo di aver sentito il suono delle campane alle 12 – ipotizza lui – e di aver sollevato la giacca per guardare il mio orologio all’altezza della Basilica della Ghiara. Forse le due donne hanno notato il mio orologio in quel luogo e, credendo fosse autentico, mi hanno pedinato fino a casa».

Nel cortile del condominio nasce una colluttazione: «La giovane che mi ha colpito non lasciava più il mio braccio nel tentativo di togliermi l’orologio. Io ho capito le sue intenzioni e ho cercato di difendermi con il tutore che uso per camminare e che avevo anche in quel momento. Lei non mi mollava la presa, così l’ho colpita per difendermi e ho cercato di darle un calcio».

Ma la donna si divincola, senza però staccarsi dall’uomo: «Mi graffiava mentre tentava di sfilarmi il falso Rolex dal polso. A un certo punto si è avvinghiata al mio braccio a peso morto e si è sbilanciata finendo per terra». All’improvviso il 71enne vede entrare una seconda donna, la complice: «Ha parlato con l’altra, secondo me in spagnolo, ma a me non ha detto nulla. Io ho urlato in mezzo al cortile di finirla. Ma quella donna non si staccava dal mio braccio e alla fine è riuscita a togliemi l’orologio, mentre io, sanguinante, ho gridato ripetutamente chiedendo aiuto».

Alcuni abitanti del condominio, attirati dalle urla, sono scesi. Pure un uomo che abita in una casa confinante ha aperto le finestre per capire cosa stesse succedendo. Tra loro anche Silvia Bongiovanni, 26 anni, che abita nel palazzo: «Ero in casa, quand’ho sentito un uomo chiedere aiuto. Sono corsa alla finestra e ho visto Roberto strattonato da un’altra donna. Così sono corsa fuori dall’appartamento per soccorrerlo, ma quando sono arrivata la giovane era già andata via». Il 71enne ha riportato sulla mano un vistoso livido, causato dalla presa forte della giovane che è rimasta attaccata al suo braccio.

Ferito dai graffi e dallo sballottamento, ha perso sangue in cortile: quando arriviamo, la moglie, che nel momento dell’aggressione era in un altro appartamento del palazzo, dove non poteva accorgersi di cosa stava accadendo nel cortile, ha appena finito di ripulire il sentiero. Nel pomeriggio Cepelli è andato al pronto soccorso dell’ospedale.

Subito dopo l’episodio ha chiamato il 112, che ha inviato una pattuglia. «Le due donne erano giovani, sulla trentina. Quella che mi ha aggredito aveva i capelli biondi e sembrava un po’ trascurata. L’altra, invece, era mora e più curata. Mi sembrava fossero nomadi». Il condominio è dotato di telecamere esterne: le registrazioni saranno consegnate ai carabinieri che verificheranno se abbiano inquadrato le due rapinatrici.