Reggio Emilia, 11 ottobre 2017 - Varco attivo o varco non attivo? Se da una parte il dilemma continua ad affliggere tantissimi cittadini reggiani, dall’altra le contravvenzioni continuano ad arrivare puntualmente, scatenando l’ira degli automobilisti impegnati tra le vie del centro storico. Ma la questione è destinata ad arrivare in consiglio comunale. Motivo? Una dicitura interpretabile, e per questo equivoca. Come spiega l’autore della mozione, ovvero l’avvocato Claudio Bassi: «La questione è semplice. Scrivere ‘Varco attivo’ si presta a una doppia interpretazione, perché i cittadini credono che la strada sia percorribile, mentre per il Comune ciò significa ‘strumentazione attiva’. E quindi, di conseguenza, abilitata a segnalare le possibili infrazioni».

Bassi ricorda di essersi trovato di fronte a un caso limite, conclusosi davanti al giudice di pace: «Un signore anziano, sulla settantina, reggiano, era venuto nel mio studio circa sette mesi fa per questo motivo. In quindici giorni infatti aveva collezionato ben 18 contravvenzioni. Tutte identificate in un’unica ragione: il passaggio nella zona a traffico limitato. Il mio assistito - continua l’avvocato - aveva interpretato erroneamente la dicitura, incappando più volte nella stessa infrazione. Per un totale di 1500 euro circa. Il nostro appello al giudice di pace però è stato accolto; convalidata la prima multa infatti, le restanti 17 sono state annullate».

In centro storico sono dieci le zone a traffico limitato, opportunamente segnalate. Ma è proprio la cartellonistica a non convincere l’avvocato: «Ultimamente la situazione è diventata ingestibile. Mi arrivano tantissime segnalazioni a riguardo: certo procedere per vie legali, di fronte a una contravvenzione di 90 euro, in termini economici non è sempre conveniente. E per questa ragione i cittadini reggiani spesso ingoiano l’amara pastiglia. Però rimane il problema di fondo».

Risolvibile con una semplice modifica della dicitura esposta: «Con la sigla ‘Accesso solo autorizzati’ e ‘Accesso libero’ la questione interpretativa verrebbe meno. Non voglio dire che l’amministrazione comunale voglia fare cassa con multe simili, ma certamente serve correre ai ripari. E la mozione presentata vuole andare esattamente incontro a questa esigenza».