Vetto (Reggio Emilia), 10 novembre 2017 – Un disoccupato di 62 anni, di Vetto d’Enza, è stato denunciato per il reato di uccellagione e detenzione di uccelli vivi, con sequestro di avifauna illecitamente catturata e varia attrezzatura per il bracconaggio. L’operazione è stata condotta dai carabinieri forestali delle stazioni di Castelnovo Monti e Busana con il personale della polizia provinciale di Reggio Emilia.

All’uomo, colto in flagranza di reato, sono stati sequestrati quattro cornette, 87 panie complete di accessori, due sacchi di iuta, tre gabbie, due aste, ma anche tre esemplari di tordo sassello e un esemplare di cesena, utilizzati come richiami vivi. E’ accaduto l’altra mattina verso le otto a Gottano di Sopra.

Il bracconiere aveva posizionato tre gabbie in vimini con i tre tordi a fare da richiamo. Al di sopra delle gabbie due aste, alte oltre tre metri a reggere i rametti di piccole dimensioni imbibiti di vischio per catturare gli uccelli selvatici che, attirati dal canto dei richiami, vi si appoggiavano sopra. A terra c’erano altre panie pronte per essere posizionate. La successiva perquisizione domiciliare non ha portato al rinvenimento di ulteriore materiale sospetto. Per questi reati si rischia l'arresto fino a un anno o l'ammenda di oltre duemila euro, con revoca della licenza di caccia con divieto di rilascio di autorizzazioni per l'uccellagione per dieci anni, con arresto fino a 6 mesi per chi commercia o detiene fauna selvatica.