Reggio Emilia, 16 settembre 2015 - Unire la ‘fabbrica intelligente’ alla centralità dell’uomo, al suo valore aggiunto e alle sue idee. Il tutto, in una sfida che si può combattere soltanto aprendosi a un concetto di area vasta, per essere realmente competitivi. Queste le tematiche al centro della tavola rotonda (foto) Industria 4.0: nuovi modelli per competere, che si è svolta ieri a Reggio Emilia, organizzata da Qn-il Resto del Carlino e Bper Banca nell’ambito delle iniziative per i 130 anni del Carlino. Una serie di interventi che si sono articolati attorno alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale, fatta di produzioni automatizzate e connesse, stampanti in 3D, digitalizzazione dei processi produttivi, modifica radicale dei modelli organizzativi.

A discuterne, attori importanti del mondo produttivo e bancario dell’Emilia. Dopo i saluti del sindaco di Reggio, Luca Vecchi («serve un sistema di innovazione materiale e immateriale») e di Corrado Casoli, presidente Cantine Riunite & Civ («dobbiamo mantenere alta la voglia di lavorare») è partito il dibattito con Fabrizio Togni, direttore generale di Bper Banca.

«La crisi non è finita – ha spiegato Togni –. Ma le aziende che ci sono oggi sono quelle che hanno saputo resistere ad anni difficili e hanno il dna per competere. E oggi chi vuole fare impresa deve necessariamente guardare al mercato mondiale». È stata poi la volta di Renato Brevini, presidente di BreviniGroup, che ha sottolineato il ruolo del service («nell’industria 4.0 la macchina ti avvisa in remoto prima di rompersi, così da non bloccare la produzione»).

Fabio Storchi, presidente di Comer Industries e di Federmeccanica, ha incentrato il suo intervento sul ruolo della scuola («tutto da ricostruire attorno all’Itis»), mentre Ombretta Sarassi, dg di Opem spa Parma Machinery for Coffee Industry, ha posto un accento critico sul ruolo dell’industria 4.0 («non è sempre positiva, non possiamo rincorrere sempre nuove tecnologie»).

In conclusione Alberto Rota, ad della Rota Guido e presidente di Confindustria Piacenza («4.0 è la strada per alleggerire la nostra mente») e Mauro Severi, consigliere delegato della Corghi e presidente di Unindustria Reggio («dobbiamo creare un ecosistema che dialoghi, per valorizzare sempre di più l’uomo»).