Rimini, 25 marzo 2017 - «Sono perseguitato da negri e da massoni. Mi seguono ovunque, mi pedinano, mi controllano anche in casa con vari apparecchi. E’ per questo che io, le rare volte che esco, giro armato. Così quando ho visto quel nero, l’ho aggredito». Ha parlato, per più di mezz’ora, ieri mattina davanti al giudice delle indagini prelimini, Fiorella Casadei, Valerio Amato, il 29enne riminese, (assistito dagli avvocati Francesco Pisciotti e Massimiliano Giacumbo), arrestato per il tentato omicidio di Emmanuel Nnamani, il richiedente asilo nigeriano di 25 anni che lotta fra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione in seguito alle ferite riportate nell’accoltellamento davanti al supermercato A&O il via Trieste prima ed a quelle del successivo investimento in via Tolmino.

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Il riminese ha raccontato la ‘sua’ verità: «Mio padre era sceso dall’auto per comprare le sigarette. Io ho subito notato quel ragazzo di colore che lo guardava in malo modo. Guardava male anche me, così sono sceso». E Valerio ha anche confermato di non conoscere il giovane aggredito: «Non lo conosco, mi rivolto uno strano sguardo, sogghignava, così gli sono volato addosso e l’ho colpito con due pugni. Poi ho estratto il coltello che ho sempre con me e ho continuato a tirare fendenti». E nell’aggressione si è anche ferito alla mano. Ha confermato che il padre ha tentato di separarli e quando il giudice gli ha chiesto perchè avesse poi inseguito il giovane nigeriano, ha risposto in modo lapidario: «Volevo chiedergli perchè loro, quelli di colore ed i massoni, mi pedinano e mi spiano ogni mossa».

Ha anche aggiunto di non aver avuto la volontà di investirlo: «E’ stato il ragazzo di colore che ha fatto di tutto per essere travolto dalla mia auto, avrebbe potuto nascondersi tra le altre macchine, mentre io lo puntavo con la mia Fiat 16». Valerio Amato, che ha dichiarato di fare il trader on line, ha anche ammesso di aver assunto cocaina: «L’ho presa il giorno prima». Ma la quantità che gli è stata riscontrata nel sangue è superiore al massimo: oltre 1000 ng/ml. Il giudice Casadei ha confermato l’arresto ed ha disposto il suo trasferimento, dal reparto di Psichiatria, al carcere dei «Casetti».

«C’è una patologia psichiatrica gravissima – dichiara Francesco Pisciotti, uno dei difensori di Amato –. Nessuna matrice razziale, Valerio è malato, disturbato a livello mentale. Soffre di deliri di persecuzione, è convinto che le persone di colore, i massoni ed altri lo perseguitino. Per questo stava rintanato in casa. Ha delle turbe molto profonde, aggravate dall’uso di cocaina. Chiederemo per lui una perizia psichiatrica per fare emergere questa drammatica realtà che va avanti da anni»