Rimini, 4 febbraio 2017 - Quando si presentò sul set per il servizio di Playboy «mi ero operata da poche settimane». Era il 2013, e dopo quegli scatti la vita di Valentina Vignali non è stata più la stessa: da allora è una delle sportive italiane più famose e una star del web. Ecco perché fa un certo effetto pensare oggi che Valentina era già malata di tumore alla tiroide quando posò per le fotografie su Playboy. «Ma non ho mai voluto parlare di questa storia fino a oggi. Solo ora che le metastasi sono finalmente sotto controllo e io mi sento in salute, posso dirlo: sì, ho avuto il cancro ma l’ho sconfitto». A dire il vero la modella e cestista riminese, 26 anni a maggio, lo aveva rivelato già alcune settimane fa sui social, pubblicando una foto e il bilancio del suo 2016 su Instagram. Ma «pochi si sono accorti di quel che aveva scritto. Molti vanno a sbirciare soltanto per vedere le foto...».

Anche per questo aveva deciso di non rivelare nulla?

«Io gioco con la mia immagine... ma so bene come funzionano i social. E’ bastato che ne parlassi, in questi giorni, perché i soliti leoni da tastiera iniziassero ad attaccarmi. C’è chi arriva a dire che mi sono inventata tutto. Ma la mia famiglia, il mio fidanzato, le mie amiche sanno bene quanto ho sofferto».

Come ha scoperto di avere un tumore alla tiroide?

«Per caso. Nel 2012, durante la visita medica sportiva per la squadra, mi dissero di farmi controllare il bozzo che avevo sul collo. Ho iniziato a fare esami su esami, infine nel luglio 2013 a Riccione, dopo essermi sottoposta all’agoaspirato, ho scoperto di avere un cancro alla tiroide».

Le è cascato il mondo addosso...

«Non è stato facile all’inizio. Per i miei genitori e il mio compagno, Stefano (Laudoni, anche lui giocatore di basket) è stato uno choc. Ma poche settimane dopo ero già sotto i ferri a Pisa per rimuovere il tumore».

Ha dovuto fare anche la chemioterapia?

«No, ma ho fatto due cicli di radioterapia. E ho passato due anni durissimi. Mi affaticavo anche solo a salire le scale, figuriamoci sul campo da basket...».

E ora?

«Ora va meglio. Negli ultimi sei mesi ho recuperato una buona forma fisica, e le metastasi sono sotto controllo. Insomma, la malattia si è fermata... Certo, non è finita, e chi ha avuto un tumore lo sa. Bisogna fare esami ogni anno, tenersi controllati. Ma io non sono spaventata. Anzi, mi sento più forte».

Chi le è stato più accanto durante la malattia?

«I miei genitori e Stefano. Io e lui conviviamo da quattro anni, pensiamo di sposarci e prima o poi di avere un figlio. Ma non adesso, sono troppo giovane. Ora voglio solo giocare e godermi la vita».

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