Rimini, 11 marzo 20216 - Sono crediti che pesano come macigni. Anzi, come mattoni. Dei 950 milioni di euro di crediti deteriorati che la Carim ha in pancia, 650 sono già considerati sofferenze dalla banca. Credito che viene considerato dalla Cassa non più esigibile, erogato (prima che la banca venisse commissariata) per finanziare soprattutto operazioni immobiliari, hotel, complessi industriali e commerciali. E Carim punta a fare cassa proprio dalla vendita di case, alberghi, capannoni industriali, negozi e degli altri beni immobiliari dei suoi grandi debitori. Il patrimonio è in effetti ingente. Quasi 500 milioni di euro (per la precisione 496 milioni) di questi crediti deteriorati sono legati a proprietà immobiliari, che sono state messe a garanzia dei finanziamenti che la banca ha concesso.

Un ‘tesoro’ costituito da 626 beni, con il residenziale e il turistico a farla da padrone. Di questi oltre la metà, 369 proprietà immobilitari, sono case. Ma nella lista ci sono anche 62 capannoni industriali, 38 attività commerciali, 40 terreni, 14 proprietà immobiliari di aziende del settore terziario e ben 31 tra alberghi, residence, ristoranti. Infine, tra gli altri 72 immobili ci sono cinema, impianti sciistici, così come il Rimini golf club di Verucchio. Questo è uno dei pezzi più pregiati da cui Carim potrebbe incassare, visto che il complesso vale oltre 10 milioni di euro. Ne era proprietaria la Cmv, che dopo aver ottenuto il concordato, sta vendendo attrarverso il commercialista Michele Fesani (il curatore nominato dal Tribunale) tutti i suoi beni per ripagare i debiti. Non è detto che il Rimini golf vada all’asta: se si faranno avanti compratori l’operazione di vendita potrebbe concludersi con una trattativa privata.

Per altri bene immobiliari, o perché appartenevano ad aziende fallite o in liquidazione, o perché oggetto di esecuzioni giudiziare, sono già state avviate da tempo le procedure per le aste. In alcuni casi ci sono state già le prime aste. La strategia di Carim l’ha spiegata l’altro ieri il direttore generale, Giampaolo Scardone. «Dai crediti deteriorati abbiamo un patrimonio immobiliare importante. E le trattative per cedere parte dei crediti è legata proprio alla rendita di quei beni immobiliari. Ci sono fondi di investimento interessati, che potrebbero acquisire i crediti e gestire così direttamente case, alberghi e gli altri beni». L’altra strada è cercare di cedere una parte dei crediti, e degli immobili, al fondo interbancario.