Rovigo, 14 gennaio 2018 - Era stato condannato a 5 anni e 4 mesi. In Appello la pena è stata ridotta di un anno e 10 mesi, diventando di 3 anni e 6 mesi. Secondo il sostituto procuratore Fabrizio Suriano, che aveva condotto le indagini, Antonio Narciso aveva commesso il reato di «tentato omicidio». Domenica 1 marzo 2015 attorno alle 23 il 67 enne, secondo la ricostruzione dell’accusa, aveva tentato di ammazzare la moglie, 59 enne, a colpi di mannaia. I due si trovavano nella loro abitazione di Sant’Apollinare, in via Risorgimento. La condanna in primo grado è del tribunale di Rovigo. L’avvocato che assiste Antonio Narciso, Nicola Bergamini, ha ottenuto il riconoscimento delle attenuanti generiche nei confronti del suo assistito.

La Corte d’Appello di Venezia, secondo grado di giudizio, ha abbassato la pena che era stata inflitta in primo grado dal giudice Pietro Mondaini, al termine del rito abbreviato. Ora per la difesa c’è un’ultima possibilità, quella di presentare ricorso in Cassazione, terzo ed ultimo grado di giudizio. Il modo in cui si sarebbe salvata la donna, quella sera di marzo 2015, è abbastanza particolare. Il suo cane infatti, accortosi di quanto l’uomo stava per fare alla sua padrona, si sarebbe avventato su di lui senza morderlo ma con forza sufficiente per allontanarlo e metterlo temporaneamente fuori combattimento. In quei pochi istanti che le erano stati concessi dal provvidenziale intervento del cane la donna sarebbe scappata in un’altra stanza per poi uscire dalla finestra e mettersi n salvo. Raggiunta in un secondo momento anche dal cane. Ad intervenire, tre anni fa, a Sant’Apollinare, erano stati gli uomini della squadra Mobile di Bruno Zito.

I poliziotti  hanno poi svolto le indagini coordinati dal sostituto procuratore Suriano ed hanno raccolto indizi di prova molto pesanti su altri tentativi di fare del male alla moglie da parte del marito. Cioè, secondo quanto hanno tentato di fare emergere gli inquirenti, quell’episodio di marzo 2015 non sarebbe stato l’unico tentativo di omicidio della moglie da parte del sessantenne di Sant’Apollinare. Ma queste ricostruzioni non hanno retto di fronte al giudice Mondaini che ha letto la sentenza il 13 dicembre 2016 a meno di due anni dai fatti. Il rito scelto dall’allora imputato, quello del giudizio abbreviato, evita il dibattimento dunque accorcia i tempi della giustizia. La pena è però ridotta di un terzo.

t. m.