Rovigo, 10 luglio 2017 - «Gli abitanti di Cavanella Po sono esasperati per la presenza degli immigrati. In queste notti estive si riversano nelle strade, parlano a voce alta e chi abita vicino ed è costretto a tenere le finestre aperte per il caldo non riesce a dormire. Stiamo parlando di una popolazione per la maggior parte formata da anziani che ormai sono giunti al limite», Lo denuncia il sindaco di Adria Massimo Barbujani che entra con decisione sulla questione profughi che accende il dibattito sul territorio visti i continui arrivi. Basti pensare che sono destinati all’hotel Mancin (Taglio di Po) una quarantina di immigrati per alleggerire il numero dei rifugiati che sono ospitati a Borgo Fiorito, a Cavanella Po, e nella Piccola Venezia a Loreo.

Il primo cittadino Francesco Siviero in questi giorni sta facendo diversi incontri con il prefetto Enrico Caterino sulla vicenda e si dice molto preoccupato per la situazione che si verrà a creare. I profughi nel Delta sono circa 400, e si trovano a Porto Viro nella comunità di Villaregia e all’hotel Delta Park; all’hotel Piccola Venezia a Loreo; a Borgo Fiorito a Cavanella Po; in un’abitazione privata a Crociara di Ariano nel Polesine e fra qualche giorno anche all’hotel Mancin a Taglio di Po. «Purtroppo noi sindaci non possiamo nulla, decide tutto il prefetto – sottolinea Barbujani –. L’Europa pensa solo alle banche e non ai cittadini, guarda solo all’economia e non al popolo». Sull’emergenza profughi interviene anche il consigliere del Comune di Adria, Daniele Ceccarello. «Non c’è accoglienza diffusa nel Delta – afferma –. Siamo in 40mila abitanti e abbiamo già 400 immigrati, non viene rispettato il paramentro del 3 per 1000. Inoltre bisogna vedere se questi immigrati hanno il diritto di vivere in Italia. Solo l’8% di loro scappa dalla guerra. E gli altri?». «Dobbiamo sapere perché tutti i profughi arrivano in Italia – aggiunge la consigliera Layla Marangoni –. La soluzione è di aiutarli a casa loro. E in questo modo non ci sarebbero le centinaia di morti a causa delle traversate con i barconi nel Mediterraneo. La situazione è al limite. E’ ora di dire basta, anche facendo le barricate».