Rovigo, 4 dicembre 2017 - Pirati dell’informatica nella rete: sono 34 i software illegali sequestrati in tutta la provincia di Rovigo. Si è conclusa in questi giorni l’operazione di contrasto alla pirateria del software, coordinata dal Nucleo speciale Tutela della proprietà intellettuale della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle hanno eseguito in contemporanea 121 ispezioni presso le sedi di altrettante società dislocate sull’intero territorio nazionale, finalizzate al riscontro della regolare detenzione e utilizzo dei software impiegati nell’ambito delle varie attività economiche.

In ogni team operativo messo in campo dai reparti territoriali erano presenti gli specialisti della Guardia di Finanza esperti nell’esaminare e rilevare anche i contenuti più remoti e nascosti nelle memorie virtuali dei supporti informatici. Al termine delle ispezioni sono state riscontrate diverse modalità di violazione del copyright: dalla più comune forma di pirateria informatica, cioè l’installazione del software su un numero maggiore di “macchine” rispetto a quello previsto dalla licenza, al “crack”, cioè l’utilizzo di programmi illegali che generano una chiave o un codice di attivazione e permettono la conversione di una versione base ad una versione completa e professionale. Nel complesso, in Italia, sono stati denunciati 62 responsabili.

In alcuni dei casi, per i reati commessi nel loro interesse dagli amministratori aziendali, è stata contestata la responsabilità amministrativa anche alle persone giuridiche. Nonostante i frequenti tentativi di cancellare i programmi illegali dai computer anche a pochi istanti dall’avvio dell’ispezione, nella vana speranza di nascondere le responsabilità, grazie alle tecniche investigative e di controllo forense sviluppate dai militari per le Fiamme Gialle è stato comunque possibile sequestrare oltre 900 programmi per elaboratore (dei quali 34 in Polesine) privi di regolare licenza e più di 350 apparati hardware, tra computer e hard disk.

Il valore di mercato delle licenze relative ai software sequestrati si aggira complessivamente attorno ai 7,5 milioni di euro. In proposito si rileva come uno studio, diffuso lo scorso anno a livello mondiale dalla Global Software Survey di BSA, abbia assegnato all’Italia un tasso di pirateria del 45%, un dato in calo ma ancora fra i più elevati dell’Europa Occidentale se si pensa che la Francia è al 34% e Germania e Regno Unito al 22%, a fronte di una media dell’intera area pari al 28%. Per il reato di violazione della proprietà intellettuale la normativa vigente nel nostro Paese (la legge 633 del 1941) prevede, in aggiunta alla violazione penale, anche una contestazione di natura amministrativa pari al doppio del valore di mercato del software illecitamente utilizzato.

Sono state contestate ai titolari delle imprese utilizzatrici dei software piratati sanzioni amministrative pari a circa 15 milioni di euro. I risultati ottenuti in questo ambito dalla Guardia di Finanza negli anni scorsi vanno dai circa 300 software illegali sequestrati nel 2015 agli oltre 1600 nel 2016.