di Alessandro Di Marco "Sto abbastanza bene, ma posso parlare poco al telefono, perché i medici mi hanno chiesto di non affaticarmi". Solo alcune e centellinate parole, nel rispetto delle prescrizioni dei dottori, comunque sufficienti a rassicurare nelle ultime ore la ristrettissima cerchia tra familiari e amici fidati che ha avuto modo di ascoltare la voce di Francesco Merloni dalla stanza di ospedale di Torrette, dove si trova ormai da giovedì mattina. I medici tendono a non sbilanciarsi e a mantenere la massima cautela trattandosi di un paziente di quasi 95 anni e avendo di fronte un virus dagli sviluppi sempre difficilmente...

di Alessandro Di Marco

"Sto abbastanza bene, ma posso parlare poco al telefono, perché i medici mi hanno chiesto di non affaticarmi". Solo alcune e centellinate parole, nel rispetto delle prescrizioni dei dottori, comunque sufficienti a rassicurare nelle ultime ore la ristrettissima cerchia tra familiari e amici fidati che ha avuto modo di ascoltare la voce di Francesco Merloni dalla stanza di ospedale di Torrette, dove si trova ormai da giovedì mattina. I medici tendono a non sbilanciarsi e a mantenere la massima cautela trattandosi di un paziente di quasi 95 anni e avendo di fronte un virus dagli sviluppi sempre difficilmente prevedibili, ma dall’entourage dell’ingegnere di ferro continuano ad arrivare segnali di cauto ottimismo su condizioni nel complesso stabili. Lo stato febbrile fino a ieri è rimasto sotto controllo e il fisico dell’ex ministro pare reagire alle cure, peraltro non troppo pesanti, a cui viene sottoposto per evitare complicazioni di natura respiratoria. Del resto per la stragrande maggioranza del tempo, il presidente onorario di Ariston Thermo, sempre vigile e pienamente lucido, respira in modo autonomo, tanto che il personale medico valuta l’utilizzo di aiuti artificiali di ossigeno, tramite mascherina e non casco, solo in piccole dosi, appunto come avviene abitualmente per tutti gli altri degenti del reparto ordinario, al contrario di terapia semi-intensiva e intensiva dove vengono trasferiti i pazienti dal quadro clinico più grave e preoccupante.

Ma anche se si trova fisicamente da solo in quella stanza di ospedale inaccessibile per chiunque e valicabile unicamente da infermieri e medici con indumenti da simil-astronauti, è come se avesse vicino un’infinita comunità che parte dalla sua Fabriano per arrivare praticamente a tutta Italia. Anche gli ex premier Romano Prodi ed Enrico Letta, grandi amici del capitano d’azienda, hanno fatto pervenire tutta la loro vicinanza all’ingegnere, il cui entourage familiare e aziendale in queste ore è travolto da un’ondata d’affetto che più trasversale non si può. "Per me - rivela l’ex sindaco fabrianese Roberto Sorci, da sempre stretto collaboratore di Merloni - é stato emozionante e sorprendente vedere il telefono ingolfarsi di messaggi e chiamate di persone che in alcuni casi non sentivo da anni. Tutti a chiedermi notizie su Francesco e a manifestare il loro sostegno, perfino competitor politici dell’epoca che però gli riconoscono il ruolo di baluardo del territorio e dell’industria". Anche le Rsu di Fim Fiom e Uilm hanno fatto pervenire all’Ariston Thermo un messaggio unitario di augurio di pronta guarigione a Francesco e a suo figlio Paolo (attualalmente in isolamento domiciliare nella residenza di Collegiglioni), a testimonianza di quanto anche i lavoratori si stianp stringendo con discrezione, ma con percettibile affetto, attorno alla dynasty industriale cittadina che ha avuto il merito di ampliare e internazionalizzare l’attività, mantenendo però sempre sul territorio la centrale operativa e diversi stabilimenti. Ora, praticamente per tutti, il desiderio è di poter festeggiare tra poco più di due settimane il 95esimo compleanno dell’imprenditore, brindando alla sua guarigione.