Preoccupazione per i numerosi casi di meningite batterica nel senigalliese
Preoccupazione per i numerosi casi di meningite batterica nel senigalliese

Senigallia (Ancona), 19 gennaio 2020 - Migliorano le condizioni della maestra di 50 anni colpita da meningite da meningococco e ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Fermo. La donna, dopo un primo accesso al Pronto Soccorso di Senigallia, dove i medici hanno subito intuito la gravità delle sue condizioni, è stata trasferita a Fermo dove i sanitari hanno iniziato la terapia antibiotica. Fortunatamente il fisico della donna ha reagito bene. Ieri mattina la donna era cosciente ed è riuscita a parlare telefonicamente con i figli.

Prima di poter sciogliere la prognosi dovranno passare ancora 48 ore ma i medici sono più che ottimisti e i familiari possono tirare un sospiro di sollievo. Ovviamente il recupero sarà lungo ma il peggio sempre essere passato. La donna, dopo aver accusato i sintomi che sembravano quelli di una influenza ma non riuscendo a far abbassare la febbre, che anzi saliva sempre di più, si è recata al Pronto Soccorso di Senigallia. I medici hanno intuito che potesse trattarsi di meningite, condizione subito confermata dalle analisi che hanno evidenziato una meningite da meningococco, dunque batterica. Un campione di analisi è stato inviato anche al laboratorio Meyer di Firenze che dovrà stabilire il ceppo esatto. Subito è scattato il ricovero e la profilassi antibiotica non solo per i familiari della donna ma anche per due classi delle elementari di Vallone dove la maestra insegna.

Un caso che si aggiunge a quello verificatosi a inizio dicembre, sempre a Senigallia, quando una 73enne è stata colpita anche lei da meningite meningococcica. La donna, purtroppo, non si è ancora ripresa. Le sue condizioni sono stazionarie ed è stata trasferita dall’ospedale di Cesena, dove era stata ricoverata, a quello di Senigallia. La 73enne infatti, al momento in cui ha accusato i sintomi della meningite da meningococco C si trovava a Bagni di Romagna, dove stava trascorrendo una vacanza in compagnia di amici e del marito.

Secondo i sanitari non c’è ovviamente alcuna correlazione tra i due casi né possono rappresentare una casistica sufficiente a far presupporre l’insorgenza di una problematica legata al territorio. Contro la meningite di tipo batterico l’unica arma di difesa resta la vaccinazione che per gli adulti è a pagamento. La scorsa estate, tra giugno e luglio, c’era stato invece un picco nel senigalliese di meningiti virale, molto meno gravi di quelle batteriche e che si risolvono spontaneamente e senza l’uso di particolare medicinali. I 10 casi di meningite virale hanno riguardato 8 maschi di età compresa tra 22 e 40 anni e due femmine di 8 e 37 anni ed erano residenti a Ostra, Cingoli, Senigallia, Chiaravalle, Camerata Picena, Marzocca, Rosora e Castelleone di Suasa.