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14 apr 2022

Odissea adozioni per 146 cani dell’allevamento

Trecastelli, si tratta dell’ultimo gruppo di animali che erano stati sequestrati: bloccate le analisi per monitorare lo stato di salute

Uno dei cagnolini adottati insieme alla nuova padrona
Uno dei cagnolini adottati insieme alla nuova padrona
Uno dei cagnolini adottati insieme alla nuova padrona

Allevamento sequestrato a Trecastelli, le associazioni chiedono un tavolo tecnico. Ignote le condizioni e il futuro di 146 cani che dovrebbero essere sottoposti a test per monitorare le loro condizioni di salute. La vicenda ha avuto inizio a gennaio 2021, quando fu disposto il sequestro dell’allevamento a causa delle spaventose condizioni in cui erano detenuti gli animali parte dei quali affetti da brucellosi canina, una zoonosi trasmissibile anche all’uomo. Enpa, Lav, Leidaa, Lndc Animal Protection e Oipa così come l’Associazione di Osimo Amici Animali, si sono subito attivate e hanno fornito un supporto concreto in termini di cibo, cucce, medicinali, antiparassitari e inviando i propri volontari e veterinari per aiutare e supportare le attività di accudimento, socializzazione e inserimento di circa 300 cani in famiglia. Continui inviti alle adozioni da parte dei volontari, anche con il supporto di alcuni studi veterinari della zona che si sono presi a cuore la vicenda e tutt’ora assistono gratuitamente, in caso di bisogno, le famiglie che si sono prese cura dei cagnolini. Ora la situazione è in fase di stallo: "Nonostante le nostre formali richieste, da qualche mese non abbiamo più notizie sia dei test che dovevano essere effettuati sui 146 cani trasferiti a Ostra Vetere, e della loro possibile adozione, sia di test a cui dovrebbero essere sottoposti i cani rimasti nell’allevamento per poter monitorare le loro condizioni di salute – spiegano i volontari –. Lo stesso silenzio avvolge anche l’avvio dei protocolli terapeutici necessari ad individuare una cura innovativa per i cani ancora positivi a questa zoonosi finora poco conosciuta e non presente in Italia. Abbiamo scritto un’ennesima sollecitazione urgente alla Asur, all’Izs di Teramo, al Ministero della Salute e alla Regione, alla luce del fatto che queste lungaggini hanno ricadute sul benessere e la salute degli animali coinvolti ma anche sui fondi pubblici dato che i costi di gestione sono a carico della Regione e quindi dei contribuenti. Abbiamo quindi richiesto nuovamente un incontro nonché di procedere rapidamente ai test e all’avvio dei protocolli terapeutici preannunciati".

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