Ancona, 1 ottobre 2015 - Un assalto armato studiato nei minimi dettagli. Una ventina di colpi di mitra, kalashnikov e fucile a canne mozze per fermare un furgone portavalori della Fitist Security. Bottino: 5 milioni di euro. Un blitz avvenuto ieri, pochi minuti dopo le 17.30, lungo il tratto autostradale tra Loreto e Porto Recanati, in direzione Sud. Quattro uomini a bordo di una Lancia Delta di colore blu, lampeggiante sul cofano e paletta della Polizia Stradale dal finestrino, hanno prima affiancato un camionista alla guida di una cisterna intimandogli con le armi di fermarsi e obbligandolo a posizionarsi diagonalmente, in maniera tale da bloccare il traffico che sopraggiungeva. FOTO

Armi puntate anche contro un giovane che si trovava alla guida di una Opel grigia e che viaggiava sulla terza corsia. Prese le chiavi del mezzo pesante, le hanno gettate tra la siepe che costeggia il newjersey dopodiché, sempre armi in pugno, hanno preso tutte le chiavi delle vetture che si trovavano nelle vicinanze e che si erano fermate nel vedere la cisterna di traverso. Un altro camionista, che aveva appena superato il collega, nel vedere la scena si è impaurito e, sceso dal mezzo, è scappato. Un rapinatore è salito quindi sul tir per portar via le chiavi anche di questo. Successivamente i quattro banditi hanno dunque ripreso l’inseguimento del furgone portavalori e di quello di scorta. Nel frattempo, altri complici si trovavano su altre due auto che aveva continuato l’inseguimento. A questo punto, dalla seconda e terza vettura dei malviventi, sono state gettate delle bande chiodate costruite con dei paletti di ferro che vengono solitamente utilizzate nel campo dell’edilizia. VIDEO

Queste hanno squarciato le gomme anteriori del portavalori mentre il furgone di scorta, che si trovava dietro, era stato bloccato a colpi di mitra. Nel frattempo è sopraggiunta anche la Delta. I tre vigilantes che si trovavano sul portavalori, nel vedersi di fronte i banditi coperti dal passamontagna e armati, si sono abbassati cercando di chiamare i soccorsi. I telefoni cellulari però non prendevano campo e l’allarme Gps del furgone non era stranamente scattato. Questo perché con tutta probabilità i banditi avevano utilizzato degli apparecchi per schermare la zona nella quale stavano agendo. I soccorsi sono infatti arrivati in ritardo proprio per questo motivo.

Così facendo, la banda armata ha avuto tutto il tempo per aprire il portellone posteriore e prendere due sacchi ed una cassetta di sicurezza, dei cinque totali che erano stati caricati e che si trovavano all’interno del furgone per un valore complessivo che si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro. Arraffato il bottino i banditi, probabilmente almeno otto persone, hanno ripreso la fuga in direzione sud e, dopo un chilometro circa, hanno dato fuoco alle auto che avevano utilizzato per poi scavalcare il guardrail e fuggire tra i campi per raggiungere una strada secondaria e parallela, dove probabilmente vi erano dei complici ad attenderli. L’allarme è così scattato intorno alle 18.10 quando il luogo è stato raggiunto dai carabinieri, Volanti, polizia Stradale, Squadra Mobile e 118. Nell’assalto è rimasto ferito un vigilante dopo l’impatto contro il volante nel frenare una volta trovatosi le auto a bloccargli il passaggio.