Treni, un altro convoglio fermo per ore (foto d'archivio)
Treni, un altro convoglio fermo per ore (foto d'archivio)

Ancona, 20 febbraio 2017 - «Il treno per Roma fermo quasi due ore a Jesi. Circostanza sempre più frequente e metafora di un degrado generale ormai insostenibile. Piuttosto che sprecare risorse in mance e favori ai soliti noti, in questi anni non era forse meglio puntare sugli investimenti per ammodernare il Paese?». La denuncia arriva, tramite social network, da Roberto Ghiselli, segretario generale della Cgil Marche, dall’anno scorso anche nella segreteria nazionale.

«Stamattina (ieri, ndr) – commenta il sindacalista alle 9 e 20, a bordo del Freccia Bianca 8851 fermo all’altezza della stazione di Jesi – ho preso il treno a Pesaro alle 6.59. Poi ci hanno annunciato lo stop per un ‘controllo tecnico’ su un treno che ci precede. Prima l’attesa annunciata era di un’ora adesso è diventata di due». Parecchi i passeggeri arrabbiati, costretti a rimandare i loro impegni domenicali nella capitale. Solo dopo un’ora e cinquanta di attesa, esattamente alle 9 e 35 (l’arrivo a Roma era previsto alle 10 e 20) e il treno inizia a muoversi: «Volendo usare l’ironia – commenta amaramente Ghiselli – stavolta siamo in anticipo di dieci minuti rispetto al ritardo annunciato».

Ma l’indignazione corre in rete: «Un cambio culturale è necessario. Siamo stati abituati male. Oltre al fatto che l’efficienza dei servizi è mancata, perchè credo non investivano su di essi» commenta Fulvio via Facebook. «Ma dov’è la novità? – aggiunge Giancarlo – I treni da Roma sono quasi sempre in ritardo, soprattutto quando si rientra. E non certo solo quelli da e per la capitale».

Infatti, non c’è mese che dalle stazioni della provincia non si levino proteste da parte dei passeggeri per i treni più o meno in ritardo per lo più per malfunzionamenti delle macchine: difficile la vita del pendolare o di chi sceglie di lasciare l’auto in garage almeno la domenica.

sa. fe.