La festa della Polizia di Stato oggi davanti alla Questura
La festa della Polizia di Stato oggi davanti alla Questura

Ascoli, 10 aprile 2020 - Una tromba, i passi di un ristretto corteo e le sentite parole del questore e del prefetto. Sono i suoni che questa mattina hanno rotto un silenzio profondo, quello che da oltre un mese ha preso il posto del trambusto cittadino. Il 168esimo anniversario della polizia di Stato si è svolto con una cerimonia sobria, ma emotivamente coinvolgente, scandita da momenti salienti: gli onori resi alla memoria dei colleghi scomparsi, la deposizione di una corona sul cippo ai caduti e i ringraziamenti rivolti dalle autorità a coloro che, nonostante tutto, continuano a scendere in campo per fronteggiare l'emergenza, o semplicemente per svolgere il loro lavoro, quello che molti sono stati costretti a sospendere, entrando in un limbo sospeso nel tempo.

Così, in un'atmosfera di condivisione, il grande traguardo è stato celebrato nel piazzale della questura di Ascoli, dove il questore Paolo Maria Pomponio ha voluto sottolineare l'importanza dell'attività svolta dalle forze dell'ordine in questo periodo di significativi cambiamenti, rendendo omaggio a coloro che hanno sacrificato la vita per rendersi utili alla comunità.

Alla presenza del prefetto Rita Stentella, il questore ha quindi deposto una corona ai piedi del cippo che ricorda i caduti in servizio e ha poi ringraziato il prefetto per l’attenzione che, ogni giorno, rivolge alla polizia e alle altre forze dell’ordine, soprattutto in questo periodo difficile, dominato dall'epidemia di Covid-19.

Pomponio ha voluto anche rivolgere un caro saluto a chi, in quel momento, era in servizio, nonché alle famiglie che ogni giorno condividono la missione di servizio al prossimo, collegandosi pure con il commissariato di San Benedetto e con i reparti della polizia stradale, ferroviaria e postale. «Vorrei sottolineare lo straordinario impegno e l’umanità messi in campo dalle donne e dagli uomini della polizia di Stato – ha detto il questore - nonché dell'amministrazione civile dell’Interno, compagni di viaggio delle comunità che vivono nei 33 comuni della provincia picena in questo inedito e sofferto percorso di convivenza con le misure volte a impedire la diffusione del virus. Ringrazio inoltre le organizzazioni sindacali per l’approccio costruttivo e responsabile alle complesse dinamiche gestionali».

La mattinata si è conclusa come era iniziata, dinnanzi al cippo dedicato ai caduti della Polizia, dove il questore si è intrattenuto con i cronisti, evidenziando il loro decisivo contributo nel raccontare le pagine di storia che tutti, in questo difficile momento, stanno scrivendo giorno dopo giorno per uscire dal tunnel del virus. Un pensiero è andato anche ai poliziotti impegnati nel complesso dispositivo dei controlli, il cui compito principale è quello essere vicini alle comunità nella lotta all'epidemia, che può essere sconfitta solo se tutti assumono comportamenti responsabili, osservando le regole d’igiene e di distanziamento sociale che possano impedire al virus di camminare attraverso le gambe delle persone.