Bologna, 12 maggio 2019 - All'Università di Rimini gli studenti bocciati hanno contestato il professore perché il compito era troppo difficile. Ai miei tempi, dopo un compito in classe di francese ci fu soltanto una sufficienza. Alla richiesta di annullare la prova, la professoressa rispose che se uno studente ce l’aveva fatta voleva dire che era fattibile. E la vicenda si concluse così.

Franca Albertazzi, Bologna

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni

Il caso è scoppiato quando i ragazzi del secondo e terzo anno del corso di laurea in Farmacia hanno saputo gli esiti della prova scritta della prima parte dell’esame di fisiologia: su 87 studenti che l’hanno sostenuta 19 sono stati respinti e molti altri hanno ottenuto un voto inferiore a 24. Cose che capitano, ma l’atmosfera si è surriscaldata ed è esplosa un’accesa discussione tra il docente e i ragazzi. Alcuni di loro si sono rivolti direttamente al professor Vincenzo Tummiati, coordinatore del corso di Farmacia del Campus riminese, chiedendo che la prova venisse ripetuta. Comprensibile l’amarezza collettiva ma gli studenti forse non hanno capito che il rendimento didattico, come i reati del codice penale, è da attribuire al singolo. Sarà stata una giornata storta, sarà stata sfortuna ma è andata come è andata. Può succedere, quindi calma ragazzi. Il Var all’università non è ancora entrato in vigore quindi la valutazione del prof va rispettata anche se stavolta è dura da digerire. Palla al centro, si riparte.

beppe.boni@ilcarlino.net