Bologna, 10 agosto 2018 - Una capotreno di Trenord è stata sospesa dal servizio perché attraverso gli altoparlanti ha ammonito gli zingari di scendere dal convoglio. Ma è possibile che finisca davvero nei guai? Probabilmente i giornali e le tv hanno esagerato e mi auguro che non sia vero. I treni dei pendolari sono troppo spesso ostaggio di balordi. Chi lo denuncia viene messo alla gogna?
Floriano Zaniboni, Piacenza​

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Ci auguriamo che la direzione generale di Trenord si preoccupi di bonificare subito i treni dei pendolari da balordi, borseggiatori e zingari anzichè prendersela con la capotreno. Questa, attraverso gli altoparlanti, ha detto: «I passeggeri non diano monete ai molestatori, e voi zingari scendete, avete rotto....». Ha detto la cosa giusta nel modo sbagliato, ma non si merita di essere sospesa, nè di rischiare il posto. Altrimenti dobbiamo pensare che il mondo funziona alla rovescio. I passeggeri che hanno scatenato il dibattito sui social, puntando il dito contro il funzionario di Trenord, la penseranno diversamente quando subiranno un borseggio. Il messaggio sarà stato diffuso in modo improprio, ma l’esasperazione di dover stare su un treno come in una prima linea del degrado può influire. Meglio tenerci una capotreno sanguigna che i borseggiatori rom.
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