Bologna, 7 settembre 2019 - Il sindaco di Bologna esprime disappunto perché nel programma del nuovo governo mancano le città. Forse Virginio Merola non se ne rende conto, ma lo stesso vale per le periferie, soffocate dallo smog di arterie autostradali sempre più a ridosso delle case, dal rumore degli aerei sui residenti, dal cemento che dilaga. Vedo la mancanza di una visione urbanistica che rispetti i principi eco-sostenibili.
Piero Franceschini, Bologna

Risponde il condirettore del Carlino Beppe Boni

Può esserci del vero nell’appello del primo cittadino di Bologna. Anche se è chiaro che alle città devono pensarci i sindaci pur con l’appoggio di volta in volta del governo. Anche se l’esecutivo non ha bisogno di avvocati difensori, è comprensibile che il programma non scenda così nel dettaglio. Le città possono comunque ricevere benefici indiretti dalla politica governativa. Se per esempio verranno sbloccate le grandi opere, che si intersecano con le necessità del territorio, che le città ne trarranno forza. Idem se l’economia decolla energicamente e se la politica di contrasto all’immigrazione funziona. Se arrivano meno clandestini le città tirano un sospiro di sollievo. Se invece si dovesse riproporre la situazione di arrivi fuori controllo il rischio è che si torni alla confusione pre-Salvini. Vedremo. Se il governo porrà attenzione ai problemi di cui sopra sarà già una bella partenza. A Bologna la politica del Ministero delle infrastrutture targato Cinquestelle ha tirato per le lunghe l’ok al Passante autostradale fino a farlo approdare ad una soluzione insufficiente. In questo caso sarebbe stata salutare una brillante assenza.

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