Bologna, 20 agosto 2019 - Un giovane travolto, ucciso ed abbandonato sulla strada da una giovane donna drogata ed ubriaca. Leggo lunedì 12 agosto: due vite devastate in pochi secondi. Due vite? Io vedo una grande differenza. Uno morto, al fresco di una cella frigorifera, l’altra, presto agli arresti domiciliari. Pensa fra un anno che cosa si ricorderà. Provate a chiederlo fra 20 anni (è il mio caso) che cosa si ricorderanno i genitori di quel giovane.
Lauro Giovanetti

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Il suo ragionamento va rispettato soprattutto perchè chi ha provato sulla propria pelle la tragedia di un figlio o di un familiare sconta una condanna a vita. sicuramente peggiore di quella che, come in altri casi, verrà inflitta alla parrucchiera di Cervia. il tribunale la condannerà e con ogni probabilità non passerà tanto tempo in carcere conoscendo la giungla di benefici che offre la legge italiana. la ragazza è una parrucchiera di Cervia che ha ecceduto con alcol e cannabis. dice di non ricordare nulla ma le ricordiamo noi che ha ucciso un ragazzo di 25 anni che solo ha avuto la disgrazia di incrociare la sua strada. Speriamo che il rimorso e la pena che sarà inflitta servano a farle comprendere davvero che per la sua serata esagerata ha pagato il conto un altro con la vita. Anche l’esistenza di questa giovane è segnata per sempre ma è giusto che ora, anche se si è pentita di ciò che ha fatto, paghi fino in fondo. senza benefici. I giudici volgano lo sguardo anche alla famiglia della vittima. 
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