Bologna, 1 maggio 2019 -  La vicenda dei due macchinisti ubriachi del Frecciarossa non può e non deve risolversi come caso isolato. Tutti i conducenti di mezzi, anche di aerei, e coloro hanno in carico la vita degli altri dovrebbero essere controllati seriamente sulle loro eventuali dipendenze, compresi alcool o droga. I due macchinisti andrebbero o licenziati o adibiti ad una mansione marginale. Ho anche qualche dubbio sul rispetto sulla certezza della pena. 
Nicoletta Musacchi 

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

I due macchinisti che a Brescia sono stati trovati ubriachi tanto da non poter prendere servizio sul Frecciarossa la pagheranno cara. Un rapporto è già stato inviato alla Procura e quindi la coppia avrà grane giudiziarie molto serie. Un episodio analogo si sarebbe verificato in un’altra città del nord a febbraio. Il lettore ha ragione. Chi ha responsabilità pubbliche è sottoposto a doveri più rigidi. E chi sgarra deve pagare il conto. I controlli, purtroppo, non sempre sono severi nei confronti di coloro che guidano mezzi pubblici. Ricordiamo ancora Ousseynou Sy, l’uomo che a marzo ha dirottato il bus che stava guidando, prendendo in ostaggio i 51 ragazzi di una scuola di Crema che si trovavano a bordo. Come è possibile che al volante ci fosse un uomo con precedenti per guida in stato di ebbrezza e abuso su minore? Eppure è successo. Molte aziende effettuano inn proprio controlli di idoneità psicofisica. Ma queste verifiche vanno rese obbligatorie. E oltre ai controlli serve e anche un sistema di informazione e di educazione che oggi manca. Bisogna rimediare. Subito.

beppe.boni@ilcarlino.net