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30 giu 2022
30 giu 2022

Accoltella il figlio: resta in carcere "Nessuna struttura può accoglierlo"

Convalidato l’arresto dell’anziano di 82 anni. Il difensore: "È a rischio . Burocrazia inaccettabile"

30 giu 2022

Arresto convalidato per l’ottantaduenne che nella notte tra domenica e lunedì ha accoltellato il figlio di 55 anni con due colpi di mannaia, in Valsamoggia. Il giudice per le indagini preliminari Claudio Paris ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere (l’anziano è stato portato alla Dozza dopo l’aggressione) disponendo però l’osservazione psichiatrica dell’uomo "con controllo a vista", date la certificazione di ’depressione maggiore’ da parte del suo medico e dei sanitari del pronto soccorso di Bazzano, condizione che potrebbe renderlo incapace di "frenare gli impulsi auto ed etero lesionistici".

L’esigenza cautelare è dettata da una "innegabile ed estrema gravità oggettiva" del tentato omicidio nei confronti del figlio, illustra il giudice, ma l’opzione di trasferire l’anziano in una struttura pubblica diversa dal carcere è ostacolata dal fatto che questi non fosse mai stato seguito dal Centro di salute mentale dell’Ausl, perciò i suoi centri non possono accoglierlo. Un cortocircuito burocratico, di fatto, nonostante il rischio gesti autolesionistici e l’avanzata età dell’indagato.

"Apprezzo la sensibilità manifestata dal gip a tutela della persona offesa e in favore dell’anziano padre, attivando su sollecitazione difensiva sia accertamenti approfonditi sulla compatibilità carceraria dell’indagato sia per l’individuazione di un luogo pubblico di cura consono alle sue condizioni psichiatriche – così l’avvocato dell’anziano, Matteo Murgo –. Non condivido però l’eccessivo lassismo dell’Ausl e dei servizi sociali per cui il rigore burocratico è preminente rispetto a un dovere istituzionale a tutela di soggetti deboli. Auspico che in breve siano svolti gli accertamenti richiesti per garantire l’incolumità del mio assistito, fortemente a rischio".

f. o.

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