Una lite
Una lite

Bologna, 4 febbraio 2016 - Lo hanno prima ferito con un cutter alla gola procurandogli un taglio lungo due centimetri. Poi, dopo questo gravissimo episodio di bullismo, altri tre compagni di scuola hanno rinchiuso un ragazzo di 16 anni con un lieve ritardo mentale nei bagni dell’istituto e lo hanno sottoposto a umilianti vessazioni riprese con un cellulare. Un video di appena qualche minuto poi condiviso in chat, attraverso le applicazioni per smartphone, con altri studenti, anche minorenni.

Teatro di continue violenze che hanno trasformato in un inferno la vita del 16enne, un istituto professionale della nostra provincia. La vicenda è al vaglio dei carabinieri da ieri, quando l’avvocato della famiglia dello studente, Lorenzo Catozzi, ha sporto denuncia contro la scuola e contro i genitori dei ragazzini coinvolti, chiedendo anche un risarcimento per danni morale. Gli uomini dell’Arma stanno già acquisendo i filmati ripresi da un cellulare e condivisi che documenterebbero l’atto di bullismo ai danni del ragazzo.

La storia delle violenze, così come viene raccontata nella denuncia presentata dalla famiglia, è iniziata il 27 ottobre scorso, quando il minorenne, preso di mira da alcuni ragazzini, è stato vittima di un grave episodio: un coetaneo gli ha puntato un cutter alla gola e gli ha procurato una ferita lunga due centimetri refertata dal pronto soccorso.

«Nonostante la famiglia avesse chiesto alla dirigenza scolastica di mettere in campo misure affinché non si verificassero più certi episodi – spiega l’avvocato Catozzi – gli atti di violenza sono continuati». Infatti il 18 gennaio scorso, sempre durante l’orario scolastico, alcuni compagni di classe – prosegue la denuncia – si sono accaniti di nuovo nei confronti del 16enne che, sbattuto rovinosamente a terra, ha riportato un trauma cranico guaribile in tre giorni.

«Le prevaricazioni sono proseguite pochi giorni dopo, il 28 gennaio scorso – racconta Catozzi –, sempre all’interno dell’istituto, con tre compagni di scuola che hanno rinchiuso il 16enne nel bagno sottoponendolo a umilianti vessazioni e riprendendo la scena con un telefonino per poi diffonderla tra amici». Il legale di fiducia della famiglia ha poi documentato le violenze nei confronti del minore e ha presentato un esposto in procura (sia quella ordinaria che minorile) chiedendo di accertare le responsabilità dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e dei minori per tutte le lesioni e i soprusi subiti dal ragazzo riconducibili, secondo il legale, «al miserevole fenomeno del bullismo scolastico che ha già rovinato troppe vite».

E ancora l’avvocato Catozzi vuole appurare «quale sia stato il motivo per il quale i dirigenti scolastici e gli insegnanti, già a conoscenza dei gravi fatti perché sempre informati dai genitori, non abbiano protetto e tutelato un minore di cui la famiglia aveva già segnalato i problemi con alcuni compagni di scuola».