Un caccia arabo
Un caccia arabo

Bologna, 17 marzo 2016 - È diventata virale sui social network la notizia che due caccia dell’aviazione militare saudita hanno fatto scalo, lunedì, all’aeroporto Marconi. L’episodio, corredato da foto, è stato rivelato dal blog di un giornalista milanese, Marco Gregoretti, che ha dato conto dei dubbi espressi da alcuni funzionari delle Dogane, che nulla sapevano della presenza dei due velivoli e delle ragioni per cui facessero scalo sotto le Due Torri.

Gli utenti della rete si sono anche chiesti, preoccupati, se i due caccia fossero armati, come sembravano suggerire due contenitori cilindrici agganciati sotto le ali, mentre sulla fiancata spiccava la scritta ‘Royal Saudi Air Force’, ben visibile nella foto che pubblichiamo per gentile concessione di Marco Gregoretti.

In realtà i due aerei non erano dotati di nessun armamento e i cilindri sono serbatoi. Dalle nostre verifiche, negli ambienti aeroportuali e tramite fonti militari, è emerso che il passaggio dei caccia a Bologna è una sosta tecnica dovuta a ragioni commerciali. Già in altre occasioni lo stesso tipo di velivoli si è fermato al Marconi per fare rifornimento, come avvenuto lunedì. I due jet sono Eurofighter Typhoon assemblati in Inghilterra. L’Arabia Saudita ha acquistato diverse decine di esemplari del caccia europeo, per la propria aviazione militare, e gli aerei vengono consegnati a scaglioni, seguendo la produzione. A pilotare i velivoli diretti verso l’Arabia sono piloti civili inglesi, incaricati dall’azienda che li produce di recapitarli a destinazione.

«Questi non sono classificati come voli militari – spiega un alto ufficiale della nostra aviazione –, ma seguono le regole del volo civile». Il piano di volo è stato quindi presentato alle autorità aeroportuali, e prevedeva appunto il trasferimento dall’Inghilterra, con scalo tecnico a Bologna per rifornimento, e la prosecuzione verso la Grecia.