"Sì alla cassa integrazione in deroga, ma, la cosa importante, è che si faccia presto per permettere ai lavoratori di usufruire delle ferie". È questo, in sintesi, il pensiero del sindaco di Medicina Matteo Montanari in relazione ai 300 operai e impiegati della cittadina, che non si sono visti riconoscere la malattia durante il periodo forzato di ‘zona rossa’ dal 16 marzo al 3 aprile. Molti di loro, in busta paga, si sono trovati la voce ‘ferie’ invece che ‘malattia’, pur...

"Sì alla cassa integrazione in deroga, ma, la cosa importante, è che si faccia presto per permettere ai lavoratori di usufruire delle ferie". È questo, in sintesi, il pensiero del sindaco di Medicina Matteo Montanari in relazione ai 300 operai e impiegati della cittadina, che non si sono visti riconoscere la malattia durante il periodo forzato di ‘zona rossa’ dal 16 marzo al 3 aprile. Molti di loro, in busta paga, si sono trovati la voce ‘ferie’ invece che ‘malattia’, pur essendo stati costretti a a rispettare la quarantena.

"Certo, la soluzione migliore sarebbe stata riconoscere ai nostri lavoratori la malattia – sottolinea il sindaco Matteo Montanari -. A questo punto ci accontentiamo del minimo, che sarebbe la cassa integrazione in deroga, ma lo pretendiamo subito e non dopo mesi".

Montanari sottolinea i sacrifici dei suoi cittadini: "Abbiamo accettato responsabilmente la zona rossa per evitare rischi per altri territori e, quindi, fermare il contagio. Dopo di che, però, chi si è comportato bene come abbiamo fatto noi, non può essere punito".

Il deputato Pd Serse Soverini aveva presentato l’emendamento, poi scartato, per inserire la malattia per i lavoratori di Medicina nel decreto rilancio: "Come partito democratico ci siamo battuti per sanare queste ingiustizia. Alla fine per un motivo burocratico non è passato. Mi spiego: la zona rossa di Medicina è una di quelle disposte dalla Regione, mentre le altre dallo Stato. È questo l’ostacolo che ha bloccato il mio emendamento. C’erano migliaia di emendamenti, oltre a quello dei lavoratori di Medicina, da inserire nel decreto rilancio. Anche questo ha pesato - aggiunge–. Lavoriamo adesso per chiudere questa vicenda entro luglio, almeno con la cassa integrazione in deroga".

Gli fa eco Debora Serracchiani, deputata del Pd, che insieme a Soverini aveva presentato l’emendamento: "Continueremo a lottare per i lavoratori di Medicina affinché venga risolta la situazione nei prossimi provvedimenti del Governo". Il consigliere regionale Pd Giuseppe Paruolo ha presentato, nei giorni scorsi, un’interrogazione alla giunta regionale: "In realtà l’avevo preparata da un mese, perché da tempo stavo seguendo la situazione dei lavoratori medicinesi. E’ necessario equiparare la zona rossa di questa cittadina, disposta dalla Regione, con quelle istituite con provvedimento dello Stato. Chiediamo equità per i medicinesi".

Matteo Radogna