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26 apr 2022

Cassero, sì alla proroga fino a settembre

Lisei (FdI): "Per Lepore ci sono figli e figliastri". Critiche sulla gestione de ’La Torinese’: "Canone irrisorio anche se deve al Comune 150mila euro"

Nella giungla di contratti in scadenza e nuovi bandi, c’è quello del Cassero. La concessione dell’immobile ex Salara, in via Don Minzoni (canone annuo di poco più di 16mila euro) è scaduto il 28 febbraio, ma l’associazione Arcigay è piuttosto fiduciosa di un rinnovo di altri 5 anni, visto che il contratto era già ’un 5 anni più 5’. Intanto, il Comune ha già dato l’ok alla proroga fino al 30 settembre di quest’anno. Una prassi, secondo ambienti vicini all’Arcigay, per evitare che causa lungaggini burocratiche in attesa del rinnovo, l’associazione risulti abusiva in quel determinato immobile.

Marco Lisei, capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, obietta: "La proroga del Cassero, ma più complessivamente la sua gestione, è la dimostrazione che per questa amministrazione, così come accadde con Merola, fa figli e figliastri. Per il Cassero non vengono fatti bandi, vengono concesse proroghe mentre con tanti altri soggetti privati, siano associazioni di volontariato o attività commerciali, il dialogo è chiuso". Di altro tenore il caso de La Torinese. Il bar gelateria, nei locali di Palazzo Re Enzo, ha un contratto di affitto scaduto dal 2014 e deve migliaia di euro al Comune. Nel piano alienazioni riferito al 2021, lo storico locale risulta inserito nel piano vendite del 2020. La cessione andava formalizzata con una permuta tra Comune e Asp: l’Associazione pubblica di servizi alla persona (partecipata al 97% del Comune) doveva acquisire La Torinese cedendo la scuola Scarlatti nel quartiere Savena.

"La Torinese deve solo al Comune oltre 150mila euro più un’altra importante cifra ad Asp. Ciò nonostante per anni ha pagato un canone di locazione irrisorio rispetto all’immobile (oltre 68mila euro annui, ndr), andato a bando solo a seguito di lettere di diffida di legali, ma che continua a stare dove è sempre stata. Stiamo parlando di un immobile in piazza Re Enzo, che vale più di un milione di euro e non valorizzato", affonda Lisei.

Il capogruppo Fdi in Regione critica il sindaco Lepore che "gestiva questi immobili nel precedente mandato e si è dimostrato incompetente e partigiano nelle assegnazioni allora come oggi".

Per FdI "il modello ideale è quello che mette a bando gli immobili, premiando i conduttori bravi a gestirli, che hanno sempre pagato i canoni, che hanno fatto migliorie, che come associazioni hanno reso dei servizi". Critiche da Lise anche in merito "ai terreni agricoli lasciati andare in malora che sarebbero strategici se utilizzati per fotovoltaico o affittati ad agricoltori".

Rosalba Carbutti

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