Giacomo Cucini, sindaco di Certaldo, in provincia di Firenze
Giacomo Cucini, sindaco di Certaldo, in provincia di Firenze

Argelato, 13 gennaio 2021 - Lavaggio a 50 gradi, no candeggio e uso del ferro da stiro. Ma (sottinteso) se non vuoi commettere errori "give it to your woman", cioè dalli alla tua donna. Sì, c’era scritto proprio così sull’etichetta dei pantaloni che il sindaco di Certaldo, in provincia di Firenze, Giacomo Cucini, stava per mettere in lavatrice. Persona seria nel ruolo che riveste, ma allo stesso tempo autoironica e dalla mente aperta – non ha mai fatto mistero del suo orientamento sessuale – davanti a quella frase, Cucini non ha potuto far finta di nulla.

L’ha fotografata e messa su Facebook con un post indignato. La forza della rete ha fatto il resto. Il messaggio è girato di bacheca in bacheca, raccogliendo like e condivisioni, fino a diventare una battaglia delle donne democratiche della Toscana. La conferenza delle donne Dem ha scritto direttamente alla ditta, la bolognese BL.11, che ha la sua sede operativa al Centergross di Funo, chiedendo di rimuovere le etichette applicate; l’azienda, a stretto giro di mail, ha risposto impegnandosi a farlo nei capi delle prossima collezione.

"Me lo auguro – esulta il sindaco – Come me sono stati in tanti a non aver digerito quella frase sull’etichetta". Cucini ripercorre tutti i passaggi della vicenda. "Vivo con il mio compagno e come tutte le coppie ci troviamo a fare lavatrici – spiega –. Per la prima volta dovevamo lavare un nuovo paio di pantaloni e per non rischiare di rovinarli abbiamo guardato le istruzioni dell’etichetta. E’ lì che abbiamo notato la scritta. Sinceramente non ci ho trovato nulla di ironico. Se era un tentativo di umorismo, l’ho trovato di cattivo gusto: nei fatti si traduce in un messaggio sessista e retrogrado. Ancora una volta viene riproposta l’idea di donna che sta in casa a fare faccende, pronta a lavare i pantaloni al suo uomo che non può lavarseli da solo. Frasi che sanciscono una divisione e la netta separazione dei ruoli. Purtroppo – sottolinea il sindaco – certi stereotipi sono difficili da rimuovere, ma non possiamo e non dobbiamo tacere quando li notiamo".

A non rimanere indifferenti sono state le esponenti della Conferenza donne democratiche Toscana, che non appena hanno letto il post, e soprattutto l’etichetta, non ci hanno pensato due volte a scrivere all’azienda. La dura presa di posizione delle Dem ha sortito l’effetto sperato. "La BL.11 ci ha comunicato che ha provveduto a cambiare immediatamente le etichette nei capi della prossima collezione, comprendendo l’errore commesso e scusandosi con tutte noi – fa sapere la portavoce regionale Tania Cintelli –. Sono pronti a cambiare rotta, ci hanno detto. Vigileremo".