Bologna, 11 ottobre 2018 - Al liceo Malpighi Gaber e Guccini hanno lasciato ancora una volta il segno. Nel workshop dal titolo ‘Gaber e Guccini: un esempio di onestà e coraggio’, organizzato da Fonoprint e Bologna Congressi, gli studenti hanno avuto l’opportunità di conoscere la musica ma soprattutto la personalità celata dietro a due artisti di altri tempi, ma che rimangono moderni a distanza di anni.

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E chi meglio poteva svelare i segreti se non la figlia e il nipote. E’ stata infatti Teresa Guccini a parlare di suo padre come un artista che ‘Girava per strada con un taccuino, su cui annotava piccole frasi che poi probabilmente diventano canzoni. Suonava di notte, di ritorno dall’osteria con gli amici, ed è proprio a loro che faceva ascoltare le sue nuove canzoni: ai tempi non c’erano i social e si faceva così’. Lorenzo Luporini invece, nipote di Giorgio Gaber, racconta suo nonno suonando una delle sue canzoni, ‘Buttare lì qualcosa’, in cui ricorda quanto sia ‘Raro incontrare qualcuno che faccia qualcosa per te in modo disinteressato. Mio nonno - racconta Lorenzo - in questa canzone spiegava quanto fosse bello invece trovare quel qualcuno che ti donasse qualcosa senza volere niente in cambio’ (VIDEO).

Non è soltanto la musica a rendere artisti come Gaber e Guccini indimenticati e ineguagliabili, o meglio ‘Protagonisti della cultura esattamente come i grandi classici che si studiano al liceo’, interviene il presidente della Fondazione Giorgio Gaber Paolo De Bon, ma è soprattutto il loro pensiero anticonformista e lontano dalle standardizzazioni. ‘Mio padre e Giorgio Gaber- continua Teresa - scrivevano per l’esigenza di raccontare ciò che vedevano e pensavano, cantavano per denunciarlo, senza paura. Loro non inseguivano il successo: il successo era solo la conseguenza di ciò che facevano’.