Garisenda e mobilità: "La pedonalizzazione?. Impatto non indolore. Servono nuovi test"

Il prof Rupi (Dicam-Unibo): "I tempi di percorrenza aumenteranno. Ora vanno simulati gli spostamenti ’porta a porta’ con questa variabile" .

Garisenda e mobilità: "La pedonalizzazione?. Impatto non indolore. Servono nuovi test"

Garisenda e mobilità: "La pedonalizzazione?. Impatto non indolore. Servono nuovi test"

La salute cagionevole della Garisenda ha accelerato il processo di pedonalizzazione del centro. Da qui, si attende a breve un piano della mobilità che dovrà ripensare anche i percorsi di diverse linee di autobus. Federico Rupi, professore associato di Pianificazione dei Trasporti all’Università di Bologna (dipartimento Dicam, ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali), analizza la situazione dal punto di vista dello studioso. Partendo subito dai numeri: "Erano 1850 i bus che passavano in via Rizzoli nelle due direzioni. Ne sono rimasti 1200, con la chiusura del tratto di via San Vitale 650 corse sono state deviate".

Tutto questo passaggio di bus ha influito sulla salute della Garisenda?

"Credo che abbia avuto il suo peso. Ma c’è un Comitato tecnico-scientifico che sicuramente ha analizzato le cause che hanno portato a preoccuparsi per la Torre. È chiaro che i bus che passavano su via San Vitale, a pieno carico, pesavano dalle 18 alle 28 tonnellate ciascuno, con una lunghezza, penso agli snodati, da 12 a 18 metri...".

Giusto chiudere l’area sotto la Torre al traffico?

"Il sindaco ha fatto benissimo. Di fronte a una situazione che mostrava variazioni significative (delle torsioni della Torre, ndr) giusto chiudere tutto. Nel dubbio, serve la massima cautela e prudenza".

Questo ha portato a deviare 650 corse dei bus con conseguente asfaltatura del tratto di via Santo Stefano.

"Sull’asfaltatura delle strade con lastricati in pietra dissento. Vedendo le immagini di via Farini (appena riasfaltata, ndr) mi sono venuti un po’ i brividi. Lo stanno facendo anche in altre città, ma il rischio è creare danni irreversibili".

Ora, però, si deve fare i conti con la pedonalizzazione di un nodo importantissimo. E si pensa di spezzare le linee del bus, così da non farle passare tutte dal centro...

"Sono passaggi importanti, ma non indolori. La pedonalizzazione potrebbe avere effetti molto rilevanti sugli spostamenti. E questo aumenterà i tempi di percorrenza. Per questo servono test. Il mio dipartimento – il Dicam – sta mettendo a punto un modello di simulazione per studiare e quantificare il tempo che ci mette ogni singola persona ’porta a porta’. Da questo si può partire per prendere decisioni".

Oltre alla pedonalizzazione ci sono anche anche i nuovi limiti a 30 all’ora, i cantieri del tram...

"Il mio dipartimento sta studiando i cantieri della Linea Rossa del tram in collaborazione con il Comune. Il nostro obiettivo è valutare qual è il momento più opportuno per aprire un cantiere anziché un altro così da avere i minori effetti sulla circolazione. Ora però con la pedonalizzazione cambia lo scenario...".

Di fronte alle pedonalizzazioni, la risposta verrà anche da un maggior uso delle bici?

"Nel Pums si prevedeva di passare dal 5% di spostamenti in bici del 2020 al 18% nel 2030. Ad oggi siamo lontanissimi da questo risultato...".

Rosalba Carbutti