Norbert Feher, detto Igor il russo, il killer che ha seminato morte nella Bassa e in Spagna
Norbert Feher, detto Igor il russo, il killer che ha seminato morte nella Bassa e in Spagna

Bologna, 4 marzo 2018 – Un killer devoto. Che Igor ‘il russo’ Vaclavic, alias Norbert Feher, pluriomicida serbo di 37 anni, fosse un fervente cattolico lo si sapeva fin dai tempi della detenzione nel carcere di Ferrara, dove faceva il chierichetto e aveva instaurato un rapporto stretto con il cappellano, don Antonio Bentivoglio. Vera fede o, come sospettano gli inquirenti, uno stratagemma per avere uno sconto di pena? Sia come sia, ora dallo zaino di Igor, sequestrato in Spagna dopo la cattura, è uscito un altro indizio a cui si possono dare due letture: una medaglia con la Madonna del Pilar (FOTO).

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Si tratta della «Beata Vergine del Pilar», cui è dedicato il più antico santuario spagnolo, a Saragozza, che attira ogni anno migliaia di pellegrini. E, guarda caso, una delle ipotesi investigative emerse nelle settimane scorse era che il killer fosse fuggito dall’Italia e arrivato nella Penisola iberica proprio su un pullman di pellegrini. Dunque Igor potrebbe ancora una volta aver usato la fede, in questo caso la devozione alla Madonna, per un obiettivo più terreno, ossia mimetizzarsi e sfuggire alla cattura. Nello zaino c’erano anche un Tamagotchi, l’animaletto domestico virtuale molto in voga negli anni ’90, una camicia, una cravatta, un paio di jeans, un porta dvd con film italiani e perfino un profumo.

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Feher, accusato di due omicidi in Italia e tre in Spagna e attualmente detenuto proprio a Saragozza (l’unico libro che ha chiesto in cella è la Bibbia), ai giudici iberici ha detto di essere arrivato in bicicletta, ma la sua versione non è ritenuta credibile. Sono molti i punti ancora oscuri. Gli inquirenti vogliono far luce sia sui suoi movimenti sia sul ruolo dei suoi amici, a cominciare da Luigi Scrima, ex compagno di carcere di Igor, segnalato dalle autorità a Valencia pochi mesi prima della cattura del killer.

Il pm bolognese Marco Forte ha chiesto di interrogare Feher e sta aspettando da settimane il nulla osta dalla Spagna. Un dialogo difficile, quello fra iberici e italiani. Difficile e dai tempi assai dilatati.