di Giulia Bergami A 20 anni aveva già lanciato la sua prima startup e a 21 inizia il suo percorso in Google. Di San Lazzaro, diplomato al liceo Copernico, Federico Dalpozzo a soli 24 anni è tra i talenti under 30 che secondo la rivista Forbes potranno diventare i giovani leader italiani del futuro. Scelto per il suo percorso professionale nella categoria ’Marketing e Advertising Italia’, è il più giovane anche tra gli under del suo gruppo. Ma quale è stato il suo percorso e cosa consiglierebbe ai diciannovenni di oggi? Essere tra i cento migliori under 30 d’Italia non è da tutti. Come c’è riuscito e cosa si prova? "Una grandissima emozione: era un obiettivo che mi ero prefissato da tempo, ma è arrivato in maniera completamente inaspettata. Come ci sono riuscito è difficile da...

di Giulia Bergami

A 20 anni aveva già lanciato la sua prima startup e a 21 inizia il suo percorso in Google. Di San Lazzaro, diplomato al liceo Copernico, Federico Dalpozzo a soli 24 anni è tra i talenti under 30 che secondo la rivista Forbes potranno diventare i giovani leader italiani del futuro. Scelto per il suo percorso professionale nella categoria ’Marketing e Advertising Italia’, è il più giovane anche tra gli under del suo gruppo. Ma quale è stato il suo percorso e cosa consiglierebbe ai diciannovenni di oggi?

Essere tra i cento migliori under 30 d’Italia non è da tutti. Come c’è riuscito e cosa si prova?

"Una grandissima emozione: era un obiettivo che mi ero prefissato da tempo, ma è arrivato in maniera completamente inaspettata. Come ci sono riuscito è difficile da dire, anche perché la competizione è alta e non sono esattamente al corrente di tutti i parametri che Forbes valuta. Nel mio caso, penso che i valori aggiunti siano stati l’imprenditorialità e la rapidità nel percorso di carriera".

Già a vent’anni, infatti, ha aperto un’attività tutta sua.

"L’aver lanciato una startup il primo anno di università mi ha aiutato parecchio. ’Freecopia’ è nata a Bologna con l’obiettivo di offrire stampe gratuite agli studenti. Questo mi ha permesso di entrare in contatto con il mondo delle startup nel quale lavoro tuttora, in Google".

Da San Lazzaro a Dublino nella sede di Google, quale è stato il suo percorso?

"Diverso da quello ’canonico’. Ho studiato Management & Marketing all’Unibo e il terzo anno ho fatto l’Erasmus a Rotterdam in Olanda. Questa è stata l’esperienza più importante della mia vita: entrando in contatto con tante altre culture, mi sono messo in discussione aprendo la mente. Sono diventato una persona positiva, ma soprattutto propositiva. Atteggiamento che è stato fondamentale per costruirmi l’opportunità in Google. Con un professore dissi che era mia intenzione fare un’esperienza in una grande azienda tecnologica. Vedendo il mio entusiasmo, mi ha girato i numeri di suoi tre ex studenti: uno di questi legato a Google. Da lì è nato tutto e mi sono spostato a Dublino sei mesi prima di completare la triennale, a riprova del fatto che importanti obiettivi di carriera si possono ottenere anche senza laurea, perché ciò che viene valutato sono le persone e la loro attitudine".

Quanto l’Università di Bologna ha avuto un ruolo nella sua carriera?

"L’ambiente che ci circonda, anche inconsciamente, riesce a plasmarci. Sono davvero contento di aver fatto l’Unibo: mi ha permesso di avere solide basi. Per me è anche una grande rivincita, a dimostrazione che non servono prestigiose università private per costruirci il futuro che desideriamo".

Se davanti avesse un gruppo di giovani appena diplomati, quali sarebbero tre suggerimenti per loro?

"Primo, seguire ciò che amano. Non è mai facile prendere decisioni così, ma risultano le migliori. Spesso sento giovani che hanno intrapreso percorso sbagliati, dettati dal volere dei genitori o da una riprova sociale. Secondo: l’entusiasmo è contagioso ed è fondamentale per farsi notare. Di fronte a curricula tutti uguali, quando si vanno a valutare le persone questi sono gli aspetti che emergono. Terzo suggerimento: la proattività e la positività. Fare scelte pazze, diverse, dà una spinta unica alla carriera, e colori nuovi alla vita. Non dire mai di no ed essere disposti sempre a imparare, da qualsiasi situazione".

Dopo questi traguardi, quale è il sogno che le rimane ancora nel cassetto?

"Sono ancora agli inizi. Questi riconoscimenti fanno piacere, ma non devono montare la testa: c’è ancora tanto lavoro da fare. Ora vorrei aiutare giovani ragazzi nella costruzione del loro futuro: cercare di ispirarli condividendo il mio percorso. Vorrei che capissero l’importanza di costruirsi opportunità dove non ci sono e come ognuno possa crearsi il proprio futuro facendo cose completamente diverse dagli altri, senza dover percorrere un sentiero già spianato".