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4 giu 2020

Kwabena, la favola che attende un lieto fine

Fuggito dal Ghana, lavora come pastore di capre a Veterinaria. Ricorrerà in Cassazione per la conferma della ‘protezione umanitaria’

4 giu 2020
luca orsi
Cronaca
Kwabena Agyemang munge le capre; in alto, il professor Arcangelo Gentile
Kwabena Agyemang munge le capre; in alto, il professor Arcangelo Gentile
Kwabena Agyemang munge le capre; in alto, il professor Arcangelo Gentile
Kwabena Agyemang munge le capre; in alto, il professor Arcangelo Gentile
Kwabena Agyemang munge le capre; in alto, il professor Arcangelo Gentile
Kwabena Agyemang munge le capre; in alto, il professor Arcangelo Gentile

Quella di Kwabena Agyemang, guardiano di capre, è una bella storia di integrazione. Che parte da un villaggio del Ghana e approda – lungo la dolorosa rotta mediterranea dei migranti in fuga, via Libia e Lampedusa – al campus di Veterinaria, a Ozzano. Ora, alla bella favola di Kwabena manca solo il lieto fine: la conferma del diritto alla protezione umanitaria. Kwabena arriva a Bologna nel 2016, provato da quattro anni, durissimi, di permanenza in Libia. Carcere, minacce e violenze subite. Per un anno – con un altro richiedente asilo, del Gambia, poi assunto in un allevamento di capre – segue un tirocinio formativo al Dipartimento di Veterinaria (Dimevet) dell’Università. "Gli vengono insegnati la cura e il governo dei piccoli ruminanti, nell’ambito di un progetto sovvenzionato da Vet For Africa, associazione attiva con iniziative di solidarietà nel continente africano", spiega Arcangelo Gentile, ordinario a Veterinaria. Kwabena impara in fretta. Lavora con impegno e passione. Si fa ben volere da tutti, docenti e studenti. E dopo alcuni mesi di frequenza volontaria, nel novembre del 2017 è assunto come operaio part time dall’Aub, l’Azienda agraria dell’Alma Mater. "Da allora – afferma Gentile – gestisce il caprile didattico del Dimevet, struttura cofinanziata da Unibo e dal cardinale Zuppi". Come Nur – il pastore di capre nato dalla fantasia di Rino Solinas – Kwabena ripete gesti antichi: si prende cura dei 40 animali, dà loro da mangiare, li accompagna al pascolo e li assiste ai parti. Diciassette, quest’anno. Il latte ricavato dalla mungitura è venduto a un casaro. Anche nei mesi del lockdown causa Covid, Kwabena non ha abbandonato le sue capre. "È sempre venuto a lavorare, non senza un po’ di timore – racconta Gentile –. Indossa mascherina, guanti e cappellino già la mattina quando da casa sale sulla bicicletta, e li toglie solo una volta ...

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