Se la curva dei morti in tutta la regione (ieri il tristissimo picco con 106 nuove vittime per un totale di 1.644 persone) non cala, il problema maggiore restano gli istituti e le case di riposo dove si continuano a contare le croci. Con Bologna e provincia che stanno pagando un dazio enorme. "Il problema maggiore – spiega Silvano Brusori, responsabile della Asp Laura Rodriguez di San Lazzaro – è reperire personale qualificato, come infermieri e operatrici socio sanitarie". Il bilancio nella struttura purtroppo continua a essere molto difficile: dei 75 ospiti, 14 sono risultati positivi, sei dei quali tra ieri e i giorni scorsi ricoverati in ospedale. Mentre...

Se la curva dei morti in tutta la regione (ieri il tristissimo picco con 106 nuove vittime per un totale di 1.644 persone) non cala, il problema maggiore restano gli istituti e le case di riposo dove si continuano a contare le croci. Con Bologna e provincia che stanno pagando un dazio enorme. "Il problema maggiore – spiega Silvano Brusori, responsabile della Asp Laura Rodriguez di San Lazzaro – è reperire personale qualificato, come infermieri e operatrici socio sanitarie". Il bilancio nella struttura purtroppo continua a essere molto difficile: dei 75 ospiti, 14 sono risultati positivi, sei dei quali tra ieri e i giorni scorsi ricoverati in ospedale. Mentre altri 41 anziani continuano ad avere la febbre. Non va meglio al personale, 17 dipendenti a casa da giorni, sette di loro positivi al coronavirus. "Ieri – riprende Brusori – sono stati effettuati 31 tamponi ai nostri ospiti, oggi invece altri 30 al personale". Anche grazie alla task force dell’Ausl, annunciata alcuni giorni fa dall’assessore Giuliano Barigazzi, con un infettivologo che ha visitato i malati.

Sos dipendenti. "Se avessimo personale – specifica ancora il responsabile della Rodriguez – tutto sarebbe più facile. Abbiamo chiamato cooperative, agenzie interinali, studi medici. Ma la risposta è stata sempre la stessa: non ce ne sono". Ecco allora l’idea di riaprire un bando ad hoc per reperire forze fresche e qualificate. Ma oltre ai problemi interni, bisogna fare i conti anche con l’ansia e la normale preoccupazione dei parenti dei residenti. "Li stiamo informando praticamente ogni giorno – chiude Brusori – con mail o con telefonate. Stiamo cercando di fare il massimo in una situazione di grande emergenza".

Via Pizzardi. Non migliora invece la situazione all’istituto Sant’Anna e Santa Caterina dove le vittime sono arrivate già a quota 14 – le ultime ieri, due donne di 85 e 92 anni – e il personale continua a diminuire (23 gli operatori contagiati). "Siamo al limite – spiega il presidente Gianluigi Pirazzoli –, tra poco non riusciremo nemmeno più a garantire i servizi essenziali". Crescono gli anziani con la febbre, mentre i positivi – in attesa di nuovi tamponi – restano 15. "Il quarto piano è diventato a tutti gli effetti Covid senza aver contratti e strumentazioni a differenza degli ospedali. Fino a quando non si faranno i tamponi a tutto il personale, la situazione resterà drammatica".

Alcuni giorni anche il commissario per l’emergenza Sergio Venturi ha voluto ricordare a "tutti i direttori generali" di fornire "i dispositivi di protezione soprattutto alle case protette" perché sono "serbatoi di infezione dove se il virus si propaga gli esiti purtroppo non sono positive. Cerchiamo di preservare il più possibile quei luoghi".

Il sindacato. Durissimo infine l’intervento dell’Unione sindacale di base (Usb): "Nel silenzio più generale si sta consumando un’ecatombe di persone anziane ospiti delle case di riposo gestite sia dal Pubblico sia dal Privato. Agli anziani – si legge da una nota – che mostrano sintomi di contagio (febbre alta, tosse, apnea respiratoria) non viene realizzato il tampone di verifica, non vengono isolati all’interno delle strutture e all’intervento della guardia medica o della pubblica assistenza, non consegue il necessario ricovero a causa della mancanza di posti letto nelle strutture ospedaliere preposte".

Nicola Bianchi