Per il via ai lavori si deve attendere la conclusione della Conferenza dei servizi
Per il via ai lavori si deve attendere la conclusione della Conferenza dei servizi

Bologna, 22 febbraio 2021 - "È tempo di superare i falsi pregiudizi sul Passante". Il Comitato per l’alternativa al Passante Nord prende le distanze dai tanti – residenti, associazioni, partiti e comitati – contrari al progetto di allargamento dell’asse tangenziale-autostrade a tre più tre corsie per senso di marcia. Con posizioni, affermano Gianni Galli e Severino Ghini, presidente e coordinatore del Comitato per l’alternativa, "che si basano su allarmismi e dati evidentemente non corrispondenti alla realtà". Come, per esempio, "l’inquinamento da traffico".

Analizzando "i dati aggiornati al 2019, fonte Autostrade", Galli e Ghini rilevano "una sostanziale stagnazione dei volumi di traffico". In dieci anni – dal 2009 al 2019, quindi prima del Covid – il traffico complessivo "è cresciuto del 2,7 /3%, con un leggero incremento superiore per i mezzi pesanti".
Nel 2019 il volume complessivo giornaliero di "veicoli equivalenti", calcolati applicando gli opportuni coefficienti, "non superava i 116.000". Un dato, affermano Galli e Ghini, "che rispecchia esattamente quello del 2003". Cioè l’anno dello studio di fattibilità del vecchio Passante Nord, "in cui si prevedeva un aumento esponenziale di traffico del 4% all’anno, corretto l’anno dopo in 2-3%". Una proiezione esponenziale "da subito da noi contestata sulla base di un’attenta analisi e valutazione dei dati di motorizzazione e degli indicatori economici".
 

Il Comitato contesta anche chi sostiene che allargare le sedi stradali "porti automaticamente un aumento di traffico, che porterebbe di nuovo alla congestione nelle ore di punta" del nodo tangenziale-autostrada. Ma il traffico, è l’obiezione, "risulta scorrevole solo quando la larghezza della strada è proporzionata". Come esempio, Galli e Ghini portano "gli allargamenti dell’A1 tra Bologna e Modena".
Per quanto riguarda l’aumento di traffico in generale, "siamo comunque vicini alla saturazione anche in tutte le strade ordinarie". E Autostrade, nei progetti più recenti, "pubblica grafici con una curva che a partire dal 2015 comincia a piegare verso il basso".

Galli e Ghini ribadiscono la necessità e l’urgenza di completare anche tutta la rete di viabilità minore est-ovest (trasversale di pianura, collegamento Sasso Marconi-Pianoro, complanare nord, intermedia ponte sul Reno), e nord-sud (Lungo-Savena e collegamento Le Budrie- Valsamoggia A14). Completata la rete "il traffico complessivo sul nodo bolognese non aumenta, addirittura si riduce".
 

Anche sul tema dell’inquinamento – che preoccupa molto chi si oppone al Passante – Galli e Ghini sostengono che "non vi sarà un peggioramento della situazione". Citando "prove sperimentali sul campo", affermano che con il decongestionamento nelle ore di punta, "passando da una velocità media di 30-35 km/h a 80 km/h, il consumo di carburante diminuirà di almeno il 17%".
Considerando poi che "con un regime di circolazione a singhiozzo, le emissioni di inquinanti per litro consumato aumentano notevolmente, si può calcolare una diminuzione complessiva di inquinanti di più del 20% e un risparmio energetico di circa il 17%". Realizzare e completare il Passante e la rete di viabilità minore, sostiene il Comnitato per l’alternativa al Passante nord, "è il futuro per la città".