La presenza delle prostitute è in aumento
La presenza delle prostitute è in aumento

Bologna, 31 ottobre 2014 - Un trentenne di origine albanese è stato arrestato dalla seconda sezione della squadra mobile di Bologna per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e spaccio di stupefacenti. Il fermo è stato eseguito ad Anzola Emilia, al termine di indagini nate dalla denuncia di una ragazza russa che avrebbe sfruttato per tre anni, e riguarda anche un’altra giovane: eseguito lo scorso 22 ottobre, è stato convalidato dal gip Gianluca Petragnani Gelosi ma non per il reato di riduzione in schiavitù.

Il trentenne ora si trova in carcere. Il fermo riguarda anche suo fratello, che ha 23 anni e si è reso irreperibile, scappando dall’Italia, probabilmente con documenti falsi. La vicenda denunciata dalla donna russa, che ha 22 anni e da tre conosce l’uomo, ha avuto il culmine con l’esecuzione da parte di quattro uomini della mobile bolognese dei fermi, in un casolare di San Giacomo di Martignone, presso Anzola, utilizzato come base per lo spaccio della cocaina e come luogo in cui le ragazze che l’albanese proteggeva si prostituivano.

La giovane russa, tuttora infatuata dell’uomo, lo ha denunciato l’ultima volta lo scorso 6 luglio: lo conosce da tre anni, ha raccontato, e da allora lui pretendeva da lei gran parte o tutto l’incasso (30 euro per un rapporto sessuale in auto, 150 per un’ora in albergo) dell’attività della ragazza, svolta ad Anzola e a Bologna, arrivando più volte a picchiarla, una volta con una spranga di ferro e un’altra minacciando di strangolarla. La ragazza, che ha convissuto col suo protettore e ora vive con un’amica, col trentenne era anche entrata nel giro degli stupefacenti, e la scorsa estate era stata a Livorno perché in compagnia di un altro straniero che aveva un chilo di eroina. L’albanese ora in carcere era stato arrestato anche nel 2012, per spaccio di cocaina, nella casa bolognese di via Lombardi in cui ha convissuto con la giovane prostituta russa.