Polizia al Parco della Montagnola a Bologna (FotoSchicchi)

Bologna, 14 maggio 2018 – “Dacci soldi e cellulare, altrimenti ti buchiamo”. Parole rese ancora più persuasive da due coltelli, uno puntato alla gola, l’altro al fianco. E la vittima, un ragazzino di 15 anni, si è arresa. Ma qualche ora più tardi i rapinatori sono stati fermati dalla polizia.

È successo tutto venerdì scorso. Poco prima delle 8 dell’11 maggio uno studente del liceo Sabin stava andando a scuola come ogni giorno. Sceso dall'autobus in via Irnerio, attraversava il parco della Montagnola. Finché nei pressi della fontana due tizi lo hanno bloccato e minacciato con le lame. Lui, terrorizzato, ha consegnato loro quanto gli avevano chiesto. Poi, una volta a scuola, ha raccontato l'accaduto a un’insegnante, la quale ha chiamato il 113.

La Squadra Mobile ha subito avviato le indagini, arricchendo il racconto della vittima con le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate dal Comune. Guardando i filmati non è stato difficile ricostruire la dinamica e risalire agli aggressori: T.F., marocchino di 22 anni, e A.N., connazionale di 17, entrambi pregiudicati per reati contro il patrimonio e delitti di droga. I poliziotti li hanno rintracciati nel pomeriggio in via Irnerio. Condotti in Questura, sono stati sottoposti ad accertamenti dalla Scientifica. Così si è scoperto che sui documenti del ragazzino rapinato, ritrovati nel parco dagli agenti, c’era un’impronta papillare del rapinatore minorenne. Inoltre quest’ultimo, insieme al sodale, è stato riconosciuto dalla vittima.

Insomma, non mancavano gli elementi per fermarli. Così T.F. è finito nella casa circondariale Rocco D’Amato, mentre A.N., in quanto minorenne, al Pratello. Oggi nei confronti di entrambi è stata applicata la custodia cautelare in carcere.