Il rendering del ‘nuovo’ Dall’Ara, firmato dall’architetto Gino Zavanella
Il rendering del ‘nuovo’ Dall’Ara, firmato dall’architetto Gino Zavanella

Bologna, 31 gennaio 2020 - Tempo un paio di settimane e il Bologna presenterà a Palazzo d’Accursio l’offerta e la lettera d’intenti riguardante l’opera di restyling del Dall’Ara. Sono queste le ultime indiscrezioni che circolano sul tema stadio. Un tema caldissimo, considerato che il club aveva dichiarato che contava di depositare la documentazione al consiglio comunale entro la fine di gennaio. C’è da registrare un nuovo slittamento, ma pure l’incontro andato in scena ieri mattina tra l’amministratore delegato dei rossoblù, Claudio Fenucci, e i vertici comunali – nella persona del sindaco Virginio Merola – che hanno portato novità e confermato l’intenzione delle parti di andare fino in fondo.

Nel corso del summit, infatti, è stata posta una nuova pietra all’interno del processo che porterà alla riqualificazione del vecchio e storico Dall’Ara: il Bologna ha avviato la costituzione della società che realizzerà l’opera di restyling. Le novità, però, non si fermano qui. Anche alla voce costi c’è un aggiornamento. L’operazione di restyling – che inizialmente era stata pensata comprendendo l’area compensativa dei Prati di Caprara – avrebbe dovuto prevedere un investimento compreso in una forbice fra 65 e 70 milioni di euro. Il Comune ha poi deciso di cambiare strategia: niente area compensativa e via libera alla decisione di costituirsi partner, con l’investimento di 30 milioni di euro.

Nel frattempo, all’interno dell’operazione è rientrato l’Antistadio e i costi complessivi – dopo le analisi di tre potenziali partner industriali – sono lievitati fino a raggiungere i 90 milioni di euro: 30 li coprirà sempre Palazzo d’Accursio, gli altri 60 li metterà il Bologna football club 1909 di Joey Saputo. Inizia a questo punto il count down nell’ambito della selezione del partner industriale dell’operazione: tra le aziende in corsa c’è Impregilo, con la Cassa di Depositi e Prestiti. Ma in gara, da quanto è dato sapere, ci sarebbe un altro paio di importanti imprese, i cui nomi non sono ancora stati resi noti. A imporre la presenza di un partner costruttore è la cosiddetta ‘legge sugli stadi’, percorso amministrativo che la società del Bologna e il Comune hanno concordato di imboccare per riuscire ad avvivare al compimento della complessa operazione restyling del Dall’Ara.

Il partner costruttore sarà selezionato nel corso delle prossime settimane ed entrerà poi – con una propria quota – all’interno della società in fase di costituzione, che proporrà l’operazione.
Tra un paio di settimane, tre al massimo, stando alle indiscrezioni che arrivano tanto da Palazzo d’Accursio quanto da Casteldebole, arriverà sul tavolo del consiglio comunale la lettera d’intenti e Palazzo d’Accursio sarà quindi chiamato a dichiarare la procedura di interesse pubblico relativamente al restyling dell’impianto.

Nell’attesa, un altro fondamentale tassello va al proprio posto: la società che sarà chiamata a realizzare il ‘nuovo’ stadio Dall’Ara è in fase di costituzione, Saputo, Merola, Bologna e il Bologna football club 1909 vedono finalmente avvicinarsi la linea del traguardo di un cammino iniziato ufficialmente nel gennaio del 2016, quando i vertici del club e gli uffici del Comune presentarono un primo progetto in Soprintendenza.