Bologna, 9 maggio 2018 – «Sono l’ottantaseiesima vittima». Parole di Luigi Ciavardini, condannato per l’attentato del 2 agosto 1980, durante una pausa del processo Cavallini, davanti a una parente delle vittime (VIDEO): «Forse siamo 89. Possiamo inserire anche tutti gli altri condannati per questo processo che stanno pagando ancora l’onta di questa offesa. Non togliamo nulla al nostro passato, ma per questa strage non abbiamo nessun tipo di colpevolezza», ha aggiunto.

image

«Si metta nei panni di un genitore e delle 85 vittime e 200 feriti», ha detto a Ciavardini Anna Pizzirani, vicepresidente dell’associazione familiari vittime della Strage di Bologna. «Sono 86, anche io mi reputo una vittima di questo processo, con tutto il rispetto per il resto», ha risposto Luigi Ciavardini, ex Nar condannato in via definitiva.

Questo il dialogo, a 38 anni dall’attentato, tra l’ex terrorista, 55 anni, e una rappresentante delle vittime, avvenuto sulla soglia della Corte di assise del tribunale, davanti ai giornalisti. «No, lei rimanga nelle sue posizioni», ha replicato Pizzirani. «Avevo voglia solo di salutarla», ha detto quindi Ciavardini. «Ho piacere che mi abbia riconosciuto. Ho seguito il processo tutti i giorni in aula, in via del Pratello. Lei non c’era perché in semilibertà», ha detto Pizzirani. Ciavardini: «Non siamo scappati, questo è importante. Abbiamo accettato il processo, permetteteci di dire che l’innocenza rimane». Ciavardini fu condannato a 30 anni dal tribunale per i Minorenni, in quanto minore nel 1980.