La polizia stradale è intervenuta per prima in via Casoni per soccorrere la ragazza
La polizia stradale è intervenuta per prima in via Casoni per soccorrere la ragazza

Bologna, 17 ottobre 2021 - L’hanno trovata alcuni ragazzi in stato confusionale, semi nuda, in via Casoni, poco distante dai capannoni abbandonati della ex Manifattura tabacchi. Non sapeva spiegare cosa le fosse accaduto, non riusciva quasi a parlare, tanto era lo choc. Erano le 3,20 del mattino e in quel momento, nella traversa di via Stalingrado, stava passando una pattuglia della Polstrada. Sono stati gli agenti della stradale, per primi, a soccorrere la ventenne, studentessa universitaria fuori sede. E il sospetto che qualcosa di terribile le fosse accaduto si è fatto certezza quando, dopo il trasporto in ospedale, sono state riscontrate sul suo corpo della ragazza le chiare tracce di una violenza sessuale appena subita.

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L’incubo inizia in una serata di festa, un’uscita con i compagni di corso. Il gruppo, piuttosto numeroso, decide di andare al Garden 9 di via Alfieri Maserati. Una serata spensierata, fino alle 2, quando gli amici si rendono conto di aver perso di vista la ventenne. E iniziano a cercarla ovunque nel locale e fuori, in strada. Nulla. Finché, poco dopo le 3, arriva la telefonata della polizia: "Abbiamo trovato la vostra amica in via Casoni". A una manciata di metri da dove la cercavano. Dall’altra parte di via Stalingrado, una stradina che costeggia palazzi in costruzione e vecchi capannoni coperti da erbacce e immondizia, spesso ritrovo di spacciatori e sbandati. I poliziotti della Stradale vengono raggiunti dai colleghi della Squadra mobile e della Scientifica. Intanto, in via Casoni arrivano anche i sanitari del 118 che trasportano la studentessa al Maggiore, per essere sottoposta al protocollo Eva per le vittime di violenza sessuale. Che conferma il sospetto terribile.

La macchina delle indagini, intanto, è partita. La polizia nel corso della notte ha iniziato ad ascoltare gli amici della studentessa e i gestori del locale, a cui sono state chieste le immagini riprese dalla videosorveglianza. "Le telecamere del locale hanno un importante raggio di ripresa – spiega il responsabile della sicurezza del Garden 9, Gabriele Lollini, titolare della Multi Executive Service –. Spero che possano essere utili alla polizia per riuscire a capire quanto accaduto. Quello che posso dire è che dopo aver ascoltato i colleghi presenti l’altra sera, all’interno del perimetro del locale non è stata notata nessuna situazione anomala che potesse generare allarme. Se una ragazza si fosse allontanata in condizioni di alterazione, ad esempio, gli addetti alla vigilanza l’avrebbero vista e sarebbero intervenuti. Così non è stato".

Ora la Squadra mobile dovrà ascoltare, quando le sue condizioni lo consentiranno, la studentessa, per capire se ricordi qualcosa di quanto accaduto nella notte, qualche particolare, prima del buio. La ventenne è stata sottoposta anche ad analisi del sangue, per cercare di capire se sia stata drogata prima dello stupro, fatto che chiarirebbe il perché del suo stato confusionale. Un sospetto, che gli inquirenti non escludono, è che qualcuno possa aver messo una sostanza nel cocktail della ventenne, con lo scopo di stordirla e abusare di lei. Una delle amiche avrebbe raccontato di aver bevuto dal bicchiere della vittima e di essersi sentita subito dopo molto strana, come annebbiata.