Bologna, 7 marzo 2018 - «Le diffide sono lì nel cassetto: sono due o tre. Quei genitori non vogliono consegnare i certificati vaccinali dei loro figli» che vanno all’elementare. Dove quindi il potere sanzionatorio (una multa che oscilla dai 150 ai 500 euro) è in mano l’Ausl cui «ho segnalato tutto». Marina Battistin è preside del comprensivo 16 alle prese, come tutti suoi colleghi, con la scadenza del 10 marzo: il ‘d day’ per l’invio dei curricula vaccinali degli under 16. Non più autocertificazioni come avvenuto a settembre per la materna oppure a ottobre per elementari e medie, ma l’avvenuta vaccinazione o la data dell’iniezione. A loro volta, i presidi, entro il 20 marzo, ai genitori non in regola invieranno un sollecito per consegnare, entro dieci giorni, la documentazione mancante. Infine, entro il 30 aprile, sempre i presidi comunicheranno l’Ausl la mancata consegna.

«Oggi (ieri, ndr) abbiamo inviato una comunicazione alle famiglie per ricordare la scadenza», spiega Filomena Massaro, del comprensivo 12, cui tra materna ed elementare mancano una quarantina di documenti. «Stanno arrivando – gli fa eco Emilio Porcaro del comprensivo 10 –. Sono poco più di una decina quelli non ancora in regola». Al comprensivo 18, gli inadempienti sono 16 tra elementari e medie e 4 alla materna. «sono per lo più ritardatari», osserva la preside Rossella Fabbri. Al comprensivo 17, «c’è molta collaborazione: stiamo richiamando le famiglie», chiosa la preside Teresa Pintori con 9 certificati in meno alla materna, 22 alle elementari e 21 alle medie. Al netto di elementari e medie dove, appunto, vige una sanzione ammnistrativa, è sulla materna che si concentrano le maggiori apprensioni dei presidi e dei gestori delle private. Poiché, a fronte del mancato invio, si deve procedere alla sospensione del bambino dal servizio fino all’invio dei certificati richiesti. Ma, per l’Ausl, per le vaccinazioni da 0 a 5 anni c’è tempo fino a giugno, a seconda della data fissata nella raccomandata spedita alle famiglie. E il Comune ‘proprietario’ di 67 scuole dell’infanzia? A settembre si era assistito alla corsa nei quartieri della consegna dei certificati (per chi non voleva inviarli on line). E ora? A salvare i genitori dalla sgobbata burocratica, è una nota congiunta Miur-ministero della Salute del 27 febbraio.

In quelle pagine, i due ministeri autorizzano le regioni dotate di anagrafe vaccinale a far dialogare in modo diretto le scuole con l’Ausl. Senza passare attraverso le famiglie: la prima manda gli elenchi, la seconda verifica. Fatto che non riguardava le materne comunali che, da un punto di vista tecnico, sono ‘private’. Ora, grazie alla nota, questo ostacolo è rimosso. E il Comune sta facendo partire lettere alle famiglie che, a settembre, avevano spedito l’autocertificazione vaccinale. E ora devono completare il curriculum. «Dobbiamo mettere a punto la modalità operativa», fa sapere l’amministrazione che sottolinea come tutto ciò porti «a non gravare, da un punto di vista burocratico, sulle famiglie». Insomma una semplificazione di non poco conto.

f. g. s.