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31 dic 2021

Videogiochi, il futuro è sotto le Due Torri

Alle Serre dei Giardini c’è 'Game Farm': un hub e un finanziamento da 30mila euro per portare quattro aziende a plasmare nuovi prodotti

benedetta cucci
Cronaca
Un estratto di Spanki’s, piattaforma musicale creata dall’azienda bolognese Green Flamingo Sooc Coop
Spanki’s, piattaforma musicale creata dall’azienda bolognese Green Flamingo Sooc Coop

Bologna, 31 gennaio 2021 - Sono passati 35 anni da quando il bolognese Ivan Venturi, allora solo sedicenne, sviluppò il primo videogame nella nostra nazione. Qualcosa di importante deve averlo seminato, questa primogenitura felsinea, perché da poco è nata in città, alle Serre dei Giardini, Game Farm , ovvero il secondo acceleratore di videogame in Italia (dopo Cinecittà Game Hub a Roma) sostenuto da enti pubblici e privati, per portare quattro aziende regionali, alla realizzazione di quattro prodotti, grazie a un contributo da 30mila euro ciascuna e all’opportunità di partecipare al primo percorso pilota di accelerazione coordinato da professionisti del settore attivi a livello nazionale e internazionale, per mettere a punto il prodotto e per sviluppare un’adeguata strategia di commercializzazione.

Due aziende sono bolognesi: Green Flamingo Sooc Coop, che presenta Spanki’s , piattaforma musicale ispirata all’iconografia dell’animazione anni ‘30, in cui il giocatore interpreta un pipistrello che si addentra in una città combattendo e muovendosi a tempo di musica, e quella di Luca Appio, libero professionista che ha progettato Gladiator Wheels , videogioco in cui si scontrano auto fantastiche all’interno di arene, in un’ambientazione medievalpunk. Inoltre sono state scelte Magari Srls (Parma) con Flagship, un videogioco in realtà virtuale in cui il giocatore prende il controllo di statue disseminate nell’ambiente circostante incrociandone lo sguardo e Fama Labs (Modena) che presenta Basket Party, un videogioco multiplayer in cui due squadre si sfidano in partite di pochi minuti con l’obiettivo di segnare più canestri possibile.

"Il settore gaming in Regione è molto forte – afferma Giorgio Catania di IIDEA - Italian Interactive & Digital Entertainment Association per la promozione del mondo dei videogiochi– e l’Emilia Romagna è la seconda regione italiana per studi di sviluppo, ha battuto persino il Lazio, il che dimostra il grande interesse".
E prosegue: "Ivan Venturi rappresenta la storicità dell’industria bolognese, ma ci sono tanti altri sviluppatori in città che negli ultimi anni si sono fatti notare a livello nazionale e internazionale, perché il videogioco non rimane solo sul territorio, ma arriva nelle case di tutti i giocatori del mondo".
 

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