Bologna, 21 ottobre 2019 - Oggi Sinisa Mihajlovic è rientrato in quella che negli ultimi mesi per lui è diventata, suo malgrado, casa: lo aspetta il reparto di Ematologia del Sant’Orsola, dove nei prossimi giorni affronterà il terzo ciclo di chemioterapia. La notte dopo Torino è trascorsa tranquilla, il tecnico non ha risentito del fresco dello Stadium (VIDEO) e a parte qualche imprecazione per la chiusura dell’autostrada tra Piacenza e Fiorenzuola, condivisa con tutti i bolognesi che erano allo Stadium, il viaggio di ritorno da Torino con la speciale auto sanificata è filato liscio. Anzi, la nota del Policlinico Sant'Orsola è rassicurante: "Le condizioni del paziente sono ritenute molto buone da parte dei sanitari", si legge.

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La squadra, dunque, dovrà ricominciare a fare un po’ da sola, anche se il contatto a distanza con Mihajlovic sarà costante come è avvenuto in questi mesi. Un giorno, a bocce ferme, riusciremo forse a capire fino in fondo che tipo di lavoro stanno facendo tutte le persone coinvolte in una situazione che non avendo precedenti, obbliga ad aprirsi la strada da soli verso un mondo inesplorato.

Di sicuro, a Mihajlovic il Bologna visto in casa della Juventus non è dispiaciuto. L’ha detto lui stesso ai ragazzi, che era orgoglioso del modo in cui hanno affrontato la Signora. E come ha spiegato il fido De Leo nel dopopartita, ha anche fatto presente al gruppo che la sconfitta è nata da errori evitebili. E in fondo questa è la sintesi perfetta della stagione del Bologna, fino a questo punto. I momenti davvero deludenti sono stati pochi, le note positive diverse, ma col passare del tempo la squadra dimostra di pagare sempre più cara la sua difficoltà sotto la porta avversaria e la tendenza a fare regali.

Il Bologna gioca bene, ha un’identità che consente variazioni tattiche in corsa, ma soprattutto che permette di assorbire assenze anche importanti con le buone prove dei sostituti. Facendo i conti, a parte Skorupski, Orsolini e Sansone, tutti gli altri sono partiti almeno una volta dalla panchina. Un dato statistico che depone a favore di un gruppo compatto (con il portiere di riserva Da Costa a dare il messaggio di carica al gruppo prima della partita, per esempio), ma spiega anche il rovescio della medaglia. Sul piano dell’applicazione morale, a questo Bologna non si può dire niente. Sul piano del coraggio in campo, nemmeno: in media la squadra ha sempre provato a fare la partita. 

Urge sbloccarsi in attacco e smetterla di fare regali, per fuggire dal limbo delle incompiute. Ibrahimovic sarà anche una suggestione. Ma è terribilmente affascinante.