Bologna, 22 maggio 2020 - “Grazie Bologna, sarò sempre riconoscente”. La chiacchierata tra Sinisa MIhajlovic e il settore giovanile del Bologna in videochat è l’occasione per il tecnico rossoblù per tornare a parlare in pubblico. "Sarò sempre riconoscente perché Bologna mi ha dato fiducia per prima in serie A, e anche se non è andata bene, sono tornato perché mi sentivo in debito con la società e con la città".

“La più grande soddisfazione è aver salvato il Bologna, - aggiunge - quando sono arrivato anche i più grandi ottimisti non potevano immaginare che avremmo finito la stagione così”. 

Mihajlovic ha precisato che “l’unica caratteristica a cui non rinuncio in un giocatore è l’intelligenza, il calcio è come la vita: se lo vedo giocare, capisco come è anche fuori dal campo”. 

Tra gli intervistatori anche Leonardo Stanzani, giocatore della Primavera rossoblù aggregato anche alla prima squadra, che ha chiesto quale sia stata la difficoltà nel passare da giocare ad allenare: “Sono due cose diverse, io all’inizio vedevo le cose da giocatore, guardavo solo la palla. Poi si cresce. Questo è un lavoro in cui se hai dieci lauree, ti manca l’undicesima, ti manca sempre qualcosa. Ogni allenatore ha le sue caratteristiche, guardare Mancini come lavora sul campo è una meraviglia, Zaccheroni era un insegnante di calcio, Eriksson un grande psicologo, Mazzone e Boskov ottimi motivatori. Ho cercato di prendere il meglio da ognuno di loro e mettere del mio. Si cresce con tutti, se hai voglia di imparare tutti possono insegnarti qualcosa”.