Bologna, 14 settembre 2019 – Nidi, Tari, mense. Ma anche Pd e legge elettorale. Virginio Merola (video) spazia tra temi locali e nazionali alla Festa dell'Unità di Bologna. Il sindaco commenta con entusiasmo il ritorno della kermesse al Parco Nord: “Ha ritrovato la sua anima”. Poi annuncia qualche pillola del prossimo bilancio di una “città che ha fondamenta solide”. “Vogliamo andare avanti per accompagnare questa fase felice”, dice.

Come? Il primo cittadino lo spiega ai giornalisti che lo intervistano, tra i quali il capocronista delal redazione bolognese del Carlino, Valerio Baroncini. Promette una riduzione o l'abbattimento delle rette dei nidi per le famiglie con Isee fino a 26mila euro grazie ai contributi regionali. Inoltre, con uno stanziamento comunale, il provvedimento sarà esteso fino alla soglia dei 36mila euro. Il Comune ha anche in programma di costruire 10 nuovi nidi dei prossimi tre anni: “Abbiamo 450 persone in lista d'attesa, non possiamo disinteressarci a loro”. Un contributo del Ministero dell'Istruzione di circa 8 milioni di euro, invece, sarà destinato nei prossimi tre anni alla riduzione delle tariffe delle mense scolastiche: “Faremo educazione alimentare, in una logica di abbattimento della plastica, e daremo ai bambini una bottiglia in alluminio possibilmente col logo del Comune”, chiarisce. Infine, il sindaco dichiara che verranno premiate con uno sconto sulla Tari le famiglie con figli, così come verrà raddoppiato il contributo per il sostegno agli anziani.

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C'è tempo anche di parlare del Partito Democratico, sospeso tra l'entusiasmo per il ritorno al Governo e lo spettro della scissione dell'ala renziana. “Credo al Pd, se c'è una cosa di cui ha bisogno questo Paese è il Pd e non di tornare a fare i socialdemocratici e la Margherita”. “Leggo che se facciamo una separazione consensuale tra noi e Renzi, in fondo non è un dramma, ma non è così: non abbiamo bisogno di suicidi assistiti e separazioni consensuali, abbiamo un partito asfissiato dalle correnti e questo deve finire”.

“Non abbiamo bisogno di una legge proporzionale, di avere nuovamente partiti con il 2% che ricattano la stabilità del Governo”, prosegue. “L'unica legge elettorale che funziona – sentenzia Merola - è quella dei sindaci, a doppio turno: è questa la legge di cui ha bisogno questo Paese: al primo turno ognuno esprime la propria preferenza e al secondo, se vuole, prende posizione”.