I Gaznevada, scatto dagli anni Settanta
I Gaznevada, scatto dagli anni Settanta

Bologna, 5 gennaio 2020 - Periodo turbolento e creativo, quello di fine anni ’70 a Bologna. Ci sono i cascami del movimento giovanile del 77, con tutte le lacerazioni che portò con sè, ma c’è anche una diffusa energia artistica che solca i sotterranei della città, attraversati da una rete di cantine che diventano sale prove dove si incontrano i protagonisti di una inedita scena rock.


Tra loro, oltre agli Skiantos, che proprio lì inventano il ‘rock demenziale’, ci sono i Gaznevada, aggressivi e sperimentali, anima punk e attenzione per la ricerca. Il loro disco d’esordio, Sick Soundtrack , pubblicato nel 1980, è considerato un riferimento obbligato per il rock nazionale del futuro, per la rivista Rolling Stone è tra i migliori album italiani new wave di sempre ed era da tempo introvabile. Adesso, la Expanded Music di Giovanni Natale, che detiene il marchio Italian Records, che lo realizzò allora, lo ripubblica, in una versione in vinile, che ha già esaurito la prima tiratura.
 

Ciro Pagano, lei è stato il chitarrista dei Gaznevada, in che clima nacque quel disco?
"L’album non è l’esordio del gruppo. Noi eravamo già stati in studio nel 1979, per registrare il nostro primo lavoro, una cassetta di musica feroce, durissima, frutto delle nostre prime passioni e dei nostri primi ascolti, che erano fortemente legati al punk, quello americano, in particolare, più sofisticato e ben suonato di quello inglese dei Sex Pistols. La cassetta Gaznevada era proprio un documento in tempo reale, una fotografia scattata nelle cantine bolognesi".
A quale gruppo americano guardavate in particolare?
"I nostri idoli erano i newyorchesi Ramones, compatti, essenziali, in una canzone di due minuti dicevano tutto. Quella musicalmente è stata la nostra scuola, e, proprio suonando i loro brani ci siamo preparati alla cassetta. In fondo, eravamo una sorta di contorta cover band, e nel 1978 organizzammo tre giorni di concerti un locale che si chiamava Punkreas, lo spettacolo era Gaznevada Sings Ramones ".
Voi esistevate già dal 1977...
"I Gaznevada sono nati con il nome di Centro di Urlo Metropolitano per esibirsi durante il famoso convegno sulla repressione del settembre del 1977, appuntamento che avrebbe segnato la fine di quel movimento studentesco. Uscivamo dall’esperienza della Traumfabrik, la casa occupata di via Clavature, dove è nato quello spirito creativo che continua a influenzare la cultura pop. C’erano fumettisti come Andrea Pazienza, registi come Renato De Maria e musicisti come i Gaznevada".
Poi, nel 1980, arriva ’Sick Soundtrack’.
"Nel 1980 era già cambiato tutto. Era la musica, e non più la politica, la necessità. Ed erano cambiati anche gli ascolti e i riferimenti. Solo la città alla quale guardare era la stessa: New York. Non più quella del punk ma della new wave, eravamo innamorati dei Talking Heads e dei Suicide. Non c’erano più solo le chitarre elettriche ad affollare il nostro immaginario ma la prima tecnologia elettronica applicata al fare musica, le prime macchine per suonare".
Tutti riferimenti che in quel disco sono presenti.
"Sì, in una sintesi personalissima che ha lasciato il segno. Ricordo, prima di entrare in sala di registrazione, i giorni passati a smontare la prima batteria elettronica che acquistammo. La aprimmo per provare a realizzare una interfaccia tra quello strumento e la batteria reale, tra uomo e macchina, come nella migliore letteratura cyberpunk. E funzionò. Il disco è disseminato di esperimenti come questo, il nostro produttore Oderso Rubini ci aveva dato libertà assoluta. Forse è per questo che Sick Soundtrack è diventata un’opera che continua a influenzare il rock italiano".
Anche la cassetta ‘Gaznevada’ verrà ristampata.
"Il 31 gennaio viene pubblicata rimasterizzata in vinile per la prima volta, sempre da Expanded Music con il marchio Italian Records. La prima tiratura sarà dedicata ai collezionisti, stampata in 100 copie in vinile marmorizzato rosso. Poi arriverà la versione tradizionale".