Lorenzo Rossi negli studi di Punto Radio
Lorenzo Rossi negli studi di Punto Radio

Bologna, 20 ottobre 2016 - Pare che Lorenzo Rossi – lunedì all’esordio nella conduzione di un programma radiofonico dagli storici studi di Punto Radio, tappezzati delle foto di papà Vasco – abbia avuto una certa parte nella vittoria degli Stadio al Festival di Sanremo. Se è vero – come pensa evidentemente Gaetano Curreri – che il ragazzo non solo abbia nel sangue in numeri da dj di Vasco ma anche una discreta dose di quella che in gergo si chiama curiosa carica benaugurale, allora la storica emittente nata negli anni ’70 ha segnato davvero un bel colpo. E lunedì si va in onda, con il primo episodio di Punto Rossi.

Lorenzo, l’avevamo lasciata in veste di produttore degli Absolut, nei meandri di Sanremo, e ora è un dj emergente ai microfoni di Punto Radio. Che è successo nel frattempo?

«È successo che ci siamo trovati di punto in bianco dopo il concerto di Biagio, a una cena con 25 persone, ed è saltato fuori che Mino Ruocco lavorava in radio. Io gli ho raccontato che era un ambito che mi interessava molto e lui mi ha invitato a visitare la sede, proponendomi di fare qualcosa. Ho pensato che fosse una cosa detta così, sull’onda dell’entusiasmo, e ho accettato. Quando mi sono presentato negli studi, mi ha ribadito il suo interesse. Ed eccoci qua».

Ma lei che ci faceva a cena con Biagio Antonacci?

«Conosco Biagio da molto tempo. È uno zio acquisito da almeno 10 anni e siamo sempre in contatto. In quell’occasione specifica volevo presentargli la mia fidanzata, che tra l’altro, a quanto pare, conosceva Mino. E pensare che, vista l’ora, volevamo tornarcene a casa…».

Ovviamente, il cognome non poteva non contare qualcosa…

«Onestamente, non mi interessa granché. Mi sono fatto le spalle grosse, ormai. Il nome c’è e lo porto con orgoglio. Starà a me dimostrare di meritare quello che mi guadagno».

A quanto pare, comincerà la settimana prossima.

«Sì, anche se forse avrei preferito avere ancora un po’ di tempo per farmi le ossa. Il programma dovrebbe intitolarsi Punto Rossi. Per il momento, abbiamo pensato di parlare di musica cantautorale, cosa che si legherà a un progetto futuro che sto scrivendo. Incroceremo storie con canzoni di oggi e di ieri, inserendo, dove possibile qualche rubrica interessante per gli ascoltatori».

Che effetto le fa ripercorrere letteralmente le orme di suo padre, negli studi in cui ha cominciato 40 anni fa?

«Sono contornato dalle sue foto. Ho sempre sognato di lavorare in radio ma non avrei mai immaginato di cominciare proprio qui».

Tornando a Sanremo, si vocifera che la vittoria degli Stadio sia anche un po’ merito suo…

«Non esageriamo. Diciamo che, quando ha saputo che ero a Sanremo con gli Absolut, Gaetano Curreri mi ha voluto incontrare e, a sorpresa, mi ha portato all’Ariston, durante la prima serata. Alla fine, quando gli Stadio hanno vinto, mi ha confessato di avermi usato come portafortuna, perché, con un Rossi al suo fianco, lui ha sempre fatto centro…».