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23 giu 2022

Caso Benini, la Cassazione annulla la sentenza della Corte d’Appello

Paola Benini era stata condannata a 21 anni. I giudici hanno deciso di rimettere tutto al secondo grado che tornerà a pronunciarsi

23 giu 2022
Alfredo Benini aggredito il 15 ottobre 2017, morì il 13 maggio 2018
Alfredo Benini aggredito il 15 ottobre 2017, morì il 13 maggio 2018
Alfredo Benini aggredito il 15 ottobre 2017, morì il 13 maggio 2018
Alfredo Benini aggredito il 15 ottobre 2017, morì il 13 maggio 2018
Alfredo Benini aggredito il 15 ottobre 2017, morì il 13 maggio 2018
Alfredo Benini aggredito il 15 ottobre 2017, morì il 13 maggio 2018

Il caso Benini si riapre. La Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio, la sentenza della Corte di Appello di Bologna, con la quale Paola Benini era stata condannata a 21 anni di reclusione per l’omicidio dello zio Alfredo Benini. In maniera quasi clamorosa e per tanti aspetti inaspettata, i giudici romani martedì hanno deciso in sostanza di fare un passo indietro, rimettendo tutto alla Corte di Appello di Bologna, che dovrà dunque nuovamente fare il processo, con una composizione di giudici diversa da quella precedente, come previsto dalla legge. Sarà dunque emessa una nuova sentenza di Appello.

Al momento, senza la motivazione che sarà presentata dalla Cassazione nelle prossime settimane, non si conosce la reale portata e non si conoscono nemmeno le motivazioni del provvedimento, che si comprenderanno bene soltanto in un secondo momento.

Ricordiamo che Alfredo Benini, all’epoca 87enne e ipovedente, venne aggredito il 15 ottobre 2017 all’interno della sua abitazione in via Santarelli, nelle prime campagne di Cesenatico, con diversi colpi al volto e alla testa. Morì sette mesi dopo, il 13 maggio 2018, senza mai riprendersi dalle ferite, per le quali fu anche sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al cranio. Per il delitto il 17 febbraio 2018 fu arrestata la nipote Paola Benini, all’epoca 55enne ed oggi 60enne, la quale fece un anno di carcere. In primo grado, il 14 giugno 2018, in tribunale a Forlì alla donna è stata inflitta una pena di 24 anni di reclusione, ed il 15 ottobre 2020, a Bologna, la Corte di Appello ha condannato l’imputata a 21 anni. Adesso quest’ultima sentenza è annullata e la Corte di Appello dovrà tornare a pronunciarsi. g.m.

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