L'incidente e Ledio Cerriku
L'incidente e Ledio Cerriku

Cesenatico, 20 agosto 2019 – “Ho provato a chiamare Ledio perché era in ritardo, quando mi hanno risposto i vigili e mi hanno detto dell’incidente non volevo crederci”. Alessandro Romagnoli, proprietario dell’Ostaria del Mare di Cervia, il locale dove Ledio Cerriku lavorava come aiuto cuoco, a caldo fatica a trattenere la commozione: “Era un ragazzo d’oro – ripete –, e non è giusto. Faceva parte del nostro staff da due anni e lo consideravamo uno di famiglia. Ci dispiace tanto, gli volevamo bene perché lavorava sodo, era serio, onesto e, come diciamo da queste parti, si era fatto le ossa.Tutti lo rispettavamo”.

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Dietro il dramma di questo giovane si scopre la vita spezzata di un 19enne che faceva del bene agli altri e che ha perso la vita ieri mattina a Valverde (foto), quando il suo scooter si è schiantato contro un furgone. Lo sfortunato ragazzo si stava recando al lavoro.

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“Ledio era stato cresciuto in una casa famiglia – prosegue Romagnoli –, e quando frequentava la scuola di ristorazione di Cesenatico gestita dallo Ial lo abbiamo avuto in stage. Ci siamo tenuti in contatto e quando ha terminato gli studi lo abbiamo accolto a braccia aperte e assunto. Era un giovane dalle qualità umane importanti, spediva i soldi per aiutare i familiari in Albania e nel tempo libero faceva il volontario nella casa famiglia che lo aveva ospitato quando era minorenne. Non aveva grilli per la testa, mai un atteggiamento sopra le righe. Ci mancherà molto, qui siamo tutti molto scossi”.

Nella casa famiglia dove Ledio era stato accolto da minore, la notizia dell’incidente mortale ha portato un grande sconforto: “È un grande peccato – dice un operatore –, perché Ledio era stato molto bravo ed era riuscito a compiere un percorso comunitario tosto. Per questi ragazzi la vita è in salita, senza la famiglia e senza l’aiuto dei genitori. Era una persona stupenda, si stava affermando facendo tutto da solo. Aver trovato un lavoro sicuro è stato fondamentale per lui, una base di partenza per costruire la sua vita. Con noi non aveva interrotto i rapporti, anzi, ci veniva a trovare spesso e dava una mano, soprattutto quando qualcuno dei ragazzi che lui conosceva bene faceva confusione all’interno della comunità. Perdiamo un ottimo ragazzo”.