Don Zimmè Sagbo
Don Zimmè Sagbo

Gambettola, 7 gennaio 2019 - Sono iniziate le benedizioni pasquali nelle case delle famiglie, un rito ancora molto sentito a Gambettola che vede impegnati per due mesi il parroco don Antonio Domeniconi, il giovane sacerdote don Simone Farina e don Zimmè Sagbo, originario del Benin, Stato dell’Africa occidentale. È quest’ultimo sacerdote che quando suona il campanello delle case, a volte è accolto dalle famiglie con un po’ di sorpresa, prima di vedere la stola al collo e in mano l’asperger per l’acqua santa. È però lo stesso don Zimmè a raccontare con ironia i casi più curiosi capitati finora. Come quando il prete viene scambiato per un clandestino di colore e un’altra volta come venditore di fazzoletti. E c’è stato addirittura, spiega con un sorriso, chi gli ha offerto 50 centesimi per fargli la carità, prima di richiudere la porta.

Lei Don Zimmè, al di là di questi equivoci, come viene accolto nelle case dei gambettolesi?

“Bene e meglio dello scorso anno. Allora ero poco conosciuto e, non posso nasconderlo, ci fu un po’ di resistenza e alcuni casi di rifiuto”.

Quante benedizioni alle famiglie riesce a dare in un giorno?

“Trenta o quaranta, dipende dalle vie del paese più o meno abitate”.

Le famiglie le danno un’offerta per la Chiesa?

Si sono molte quelle che lo fanno, ma io ricordo sempre che non c’è nessun vincolo. A volte infatti c’è chi si agita perché non ha preparato il denaro, io li tranquillizzo e dico che la benedizione non si compra e non è un commercio, la si dà sempre volentieri anche senza offerta”.

Quando è arrivato in Italia?

“Nel 2008, dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta nel 2006. Sono arrivato a Roma per approfondire gli studi teologici e ci sono rimasto fino al 2016. Intanto che completavo la tesi di laurea ho svolto alcune esperienze pastorali in parrocchie a Palermo e nel Piemonte. Ho poi incontrato il vescovo di Cesena, Douglas Regattieri, che mi ha voluto in servizio nella sua diocesi e dal settembre 2017 sono a Gambettola, a collaborare con don Antonio e don Simone, per un totale di oltre 10mila fedeli”.