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14 apr 2022

"Ancora nessun risarcimento per mio figlio"

Amministratore condannato per aver fatto sparire i soldi di un disabile, poi morto. La madre: "Non ho potuto neanche sistemare la tomba"

paola pagnanelli
Cronaca
Il tribunale di Macerata
Il tribunale di Macerata
Il tribunale di Macerata

di Paola Pagnanelli

Accusato di aver sottratto soldi a un disabile, aveva ottenuto di evitare il carcere a patto di risarcire la vittima del suo reato. "E invece, dopo un acconto, Mauro Piccioni ci ha fatto sapere che non potrà pagare quanto previsto". A raccontare questa storia è Maria Antonietta Castellani, per tutti Mara, madre di Francesco Brunori, il portorecanatese deceduto poi per Covid. "Quei soldi sono stati tolti a me – dice lei, con una compostezza che tenta di tenere a bada la rabbia e il dolore – che con mille difficoltà ho fatto fronte a tutti i bisogni di mio figlio. E ora quei soldi mi servono per finire di mettere a posto la sua tomba". Nel 2008 al ragazzo era stato nominato un amministratore di sostegno, il filottranese Mauro Piccioni. Ma nel novembre del 2016 si scoprì che da un conto corrente intestato al disabile erano spariti 62mila euro, prelevati dall’amministratore senza giustificazione. Il tribunale invitò Piccioni a documentare i motivi per cui aveva speso quei soldi, e a depositare anche le relazioni sulla gestione dei beni di Brunori, che mancavano dal 2009 in poi. Ma all’udienza del settembre 2019 l’amministratore non potrò al giudice alcun documento. Piccioni fu accusato di peculato e omissione di atti di ufficio. In udienza preliminare, a gennaio 2021, il filottranese chiese il processo con il rito abbreviato, e il giudice Claudio Bonifazi lo condannò a due anni di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena, beneficio che però era subordinato al pagamento di 70mila euro alla famiglia di Francesco Brunori. Ma dopo essersi impegnato di fronte al giudice, Piccioni versò solo 10mila euro, dicendo che era un acconto e assicurando il saldo del resto. "Ma non ci ha dato più nulla – racconta Mara Castellani –. Alla fine, invece dei 60mila euro che mancavano, abbiamo accettato di riceverne solo 50mila. Lui ci aveva assicurato che avrebbe pagato entro l’inizio del 2022, e invece ora ci ha detto che al massimo ha cinque o seimila euro. I miei avvocati dicono che dovremmo fare un’altra causa, ma quando finirebbe? Tra due anni? Non ho intenzione di fare nulla, ma va detto come è finita questa storia. Sono stata io a sostenere tutte le spese per mio figlio, le medicine, le terapie, vendendo anche le fedi. A me sono stati tolti quei soldi. E li rivoglio, perché in parte andranno alle sorelle di Francesco, ma soprattutto mi servono per finire di mettere a posto la sua tomba. Almeno questo devo poterlo fare". Francesco Brunori infatti è morto a 35 anni a marzo del 2020, proprio quando la pandemia era nel pieno della sua virulenza. "Quello che è successo non è giusto. Per anni il tribunale non si è accorto che Piccioni non rendicontava le spese, e ora neanche risarcirà il danno che ha provocato. È inaccettabile".

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